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	<title>emanuela blog &#187; Emanuela Susmel</title>
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		<title>Dislessia: “6 mesi per una diagnosi, a scuola nessuno capiva nulla”</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Dec 2015 11:04:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emanuela Susmel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli on line su Consumatrici.it]]></category>

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		<description><![CDATA[1 dicembre 2015 Il disturbo della dislessia colpisce in media 5 persone ogni 100. Ogni anno, secondo le stime, vengono diagnosticati in Italia 30.000 casi. Sono statistiche, numeri freddi: ma dietro ciascuno di questi numeri c’è la storia di una famiglia alle prese con le difficoltà quotidiane: una scuola non sempre pronta a riconoscere e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>1 dicembre 2015</p>
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<div><img src="http://www.consumatrici.it/wp-content/uploads/2015/11/aaa-dislessia.jpg" alt="aaa-dislessia" width="770" height="400" /></div>
<div>
<p>Il disturbo della dislessia colpisce in media<span id="more-718"></span> 5 persone ogni 100. Ogni anno, secondo le stime, vengono diagnosticati in Italia 30.000 casi. Sono statistiche, numeri freddi: ma dietro ciascuno di questi numeri c’è la storia di una famiglia alle prese con le difficoltà quotidiane: una scuola non sempre pronta a riconoscere e ad accogliere gli alunni in difficoltà, le liste di attesa infinite di un Sistema sanitario che non sempre funziona, una società assente o disinformata.<strong> </strong><em> </em></p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Una testimonianza reale</strong></p>
<p>Abbiamo raccolto la testimonianza di una nostra lettrice. Una di quelle che abita in un’isola felice – una regione dove i servizi funzionano, almeno in apparenza. Ma che per più di un anno si è scontrata contro muri di gomma, incomprensioni e ignoranza. Il suo nome resta anonimo, ma sua storia è reale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>“Mio figlio frequenta da qualche mese la seconda liceo: una scelta scolastica coraggiosa, dati i risultati non proprio brillanti conseguiti alla scuola media, nonostante l’impegno quotidiano. Ma grazie all’entusiasmo per le scienze umane, mio marito ed io abbiamo sostenuto la sua decisione nonostante, da sempre, il suo desiderio di immergersi in qualsiasi tipo di lettura e la sua qualità di scrittura e di lettura fossero scarse. Grazie a un carattere socievole, fin da subito il rapporto con i compagni di prima superiore è stato buono; tanto da farsi eleggere rappresentante di classe.</em><strong> </strong><em> </em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>“Mamma, non sono solo distratto”</strong></p>
<p><em>L’anno scorso, improvvisamente, mi ha chiesto di sottoporlo ai test per i Disturbi Specifici dell’Apprendimento (Dsa): scriveva e leggeva esattamente come un suo compagno a cui il disturbo era stato diagnosticato e certificato. Quando – incredula – sdrammatizzai, mi rispose che si era stancato di pensare di essere SOLTANTO distratto. Spesso, infatti, invertiva le lettere (“caio” invece di “ciao”) e, nella lettura, doveva necessariamente scegliere se leggere fluidamente, senza comprendere il senso della frase; oppure capire il concetto, rallentando il ritmo.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>5 mesi per una diagnosi</strong></p>
<p><em>Pur molto scettici che la Dsa si rivelasse a 15 anni, ci siamo attivati tramite la Asl locale, per accertare quella che non è una malattia, ma soltanto una particolarità: per farlo occorrono una visita con la neuropsichiatra, poi test, infine la consegna della diagnosi. Prima telefonata in ambulatorio, in novembre. Primo incontro con la neuropsichiatra, in aprile dell’anno dopo: questi sono i tempi di chi non ha soldi da spendere.</em><strong> </strong><em> </em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il “crollo” e la corsa dagli specialisti (privati)</strong></p>
<p><em>Fino a gennaio il suo impegno scolastico era stato premiato da voti più che sufficienti. Ma dopo un’influenza che lo ha tenuto lontano da scuola per una settimana è crollato: le verifiche in classe successive al rientro hanno ottenuto i voti pari a quelli di un compito consegnato in bianco.</em></p>
<p><em>Ho chiesto immediatamente un colloquio con i rispettivi insegnanti. Mi è stato spiegato che i concetti espressi nelle verifiche erano corretti, ma esulavano dalle domande proposte. Più banalmente, mio figlio non aveva compreso i comandi. E’ stato in uno di quei colloqui che sono stata invitata a sottoporre mio figlio al test per la Dsa: la sua difficoltà di concentrazione in classe, unita al suo rendimento scolastico, erano compatibili con una diagnosi del genere.</em></p>
<p><em>Non avevo più tempo da perdere: ho ritirato la pratica della Asl e mi sono rivolta a una professionista privata, scoprendo un mondo fino ad allora sconosciuto. Ho navigato per ore in rete e mi sono fatta raccontare da un’amica l’esperienza della figlia, certificata dall’età di 6 anni.</em><strong> </strong><em> </em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Nove anni di scuola e mai un sospetto</strong><em><strong><br />
</strong></em></p>
<p><em>Soltanto in quel momento ho compreso determinati comportamenti di mio figlio che, fino a quel momento, avevo attribuito esclusivamente al suo carattere: una serie di tic succedutisi nel tempo e poi scomparsi; la temporanea mancanza di concentrazione non solo sullo studio; il suo reiterato rifiuto di leggere perfino un trafiletto del giornale; l’ingiustificata (per me) noia espressa dopo la lettura di un romanzo “horror”; alcuni errori ortografici che ripeteva pur essendone consapevole; una lettura piuttosto infantile. Quante sgridate si era preso a causa del suo (apparente) scarso impegno!</em></p>
<p><em>Ho ricordato allora alcune frasi rivoltemi da insegnanti del passato: «Se suo figlio utilizzasse appieno la tua intelligenza, un 10 non basterebbe come voto! Non si applica come potrebbe, non ne ha voglia»; «Suo figlio va spesso in bagno e non segue la lezione»; «Gli dico di rileggere il tema, prima di consegnarmelo. Ma lui scrive così male che non capisce ciò che ha scritto!». Possibile che questi comportamenti non abbiano mai destato sospetti?</em></p>
<p><em>Ma dov’è stata, la scuola, in tutti questi anni? Della moltitudine di insegnanti che hanno istruito mio figlio dalla prima elementare alla prima superiore, possibile che uno soltanto di loro abbia avuto il sospetto della Dsa? Educatori e insegnanti dovrebbero essere maggiormente informati e sensibilizzati sulla questione.</em><strong> </strong><em> </em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Un premio inaspettato</strong></p>
<p><em>La diagnosi consegnataci a fine maggio ha confermato dislessia, disgrafia, disortografia e discalculia; diagnosi che abbiamo prontamente consegnato all’Istituto delle Scienze Neurologiche della Asl e alla scuola, che ne ha tenuto conto in sede di valutazione finale. Un premio inaspettato, che ha ripagato gli sforzi di mio figlio per recuperare le insufficienze e il senso di smarrimento che, da un giorno all’altro, ha colpito tutta la nostra famiglia.</em></p>
<p><em>Ma come sarebbe finita se noi non avessimo avuto i soldi da spendere rivolgendoci alla professionista privata? La risposta purtroppo è una sola: nostro figlio avrebbe perso un anno scolastico e, peggio ancora – dato l’impegno comunque profuso nello studio – avrebbe avuto una pericolosa caduta di autostima.</em></p>
<p><em>Grazie alla diagnosi di Dsa, quest’anno mio figlio dovrebbe poter usufruire degli strumenti compensativi (appresi quest’estate in un campus ad hoc) e dispensativi. Inoltre, esercizi specifici lo stanno aiutando a risolvere i problemi visuo-spaziale riscontrati dall’optometrista. Ma il suo sforzo maggiore sarà quello di dimostrare a tutti – compagni e insegnanti – che non è un “handicappato”.</em><strong> </strong><em> </em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>I Pooh fermeranno la loro musica</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Dec 2015 10:53:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emanuela Susmel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli on line su Lucidamente.com]]></category>

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		<description><![CDATA[La notizia, ufficializzata dalla band da qualche settimana, coinciderà con la celebrazione delle nozze d’oro artistiche. Nel giugno 2016 l’evento “L’ultima notte insieme”, con tre concerti I Pooh hanno detto “stop”. Chi l’avrebbe mai pensato, tra i fans che – chissà quante volte – hanno canticchiato Chi fermerà la musica? Roby, Dody e Red si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La notizia, ufficializzata dalla band da qualche settimana, coinciderà con la celebrazione delle nozze d’oro artistiche. Nel giugno 2016 l’evento “<em>L’ultima notte insieme</em>”, con tre concerti</strong></p>
<p>I Pooh hanno detto “stop”. Chi<span id="more-714"></span> l’avrebbe mai pensato, tra i fans che – chissà quante volte – hanno canticchiato <em>Chi fermerà la musica</em>? Roby, Dody e Red si diranno addio nel giugno 2016, proprio mentre festeggeranno 50 anni di musica insieme. E, per salire sul palcoscenico uniti per l’ultima volta, richiameranno a raccolta proprio tutti: <strong>Stefano D’Orazio</strong>, lo storico batterista ritiratosi nel 2009, e <strong>Riccardo Fogli</strong>, il bassista che abbandonò il gruppo nel 1973. Unico grande assente, ma soltanto fisicamente, <strong>Valerio Negrini</strong>. Considerato da sempre il “quinto Pooh”, fu il loro batterista fino al 1971 ma, soprattutto, storico paroliere dal 1966 al 2013, anno in cui morì precocemente.</p>
<p><strong><a href="http://www.lucidamente.com/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/11-Ultima-notte-insieme.jpg"><img src="http://www.lucidamente.com/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/11-Ultima-notte-insieme-300x139.jpg" alt="11-Ultima-notte-insieme" width="300" height="139" /></a></strong></p>
<p><strong>Nel 2016, quindi, tre concerti</strong> <strong>per <em>L’ultima notte insieme</em> </strong>al loro affezionato pubblico: a Milano, Stadio San Siro, venerdì 10 e sabato 11, e a Roma, Stadio olimpico, mercoledì 15 giugno. Sarà una <em>reunion</em> storica, nella quale condivideranno il palcoscenico due artisti che mai prima lo avevano fatto, avendo l’uno sostituito l’altro nella band: Riccardo Fogli e <strong>Red Canzian</strong>. Perciò, probabilmente, nel corso del concerto rivivranno anche i Pooh targati anni Sessanta-Settanta, con <em>Piccola Katy</em>, <em>Tanta voglia di lei</em>, <em>Pensiero</em>, solo per citare alcuni titoli. Avendo, per mezzo secolo, lanciato in media un album all’anno, i Pooh hanno fattivamente contribuito a scrivere la <a title="storia" href="http://www.lucidamente.com/category/storia-2/">storia</a> della musica italiana. Con differenti stili – tra cui il musical <em>Pinocchio</em> – e alternando l’intramontabile tematica dell’amore e del tradimento a questioni più scomode: il difficile rapporto padre-figlio in <em>Mio padre una sera</em>; l’omosessualità in <em>Pierre</em>; la solitudine in <em>Uomini soli</em>, che valse loro la vittoria al Festival di Sanremo nel 1990.</p>
<p><strong>Non sono poi mancati brani esclusivamente strumentali,</strong> come <em>Viva</em>, la seconda parte di <em>Dove comincia il sole</em> e <em>Parsifal</em>: vere e proprie opere-capolavoro di <strong>Roby Facchinetti</strong>. Brani come <em>Dammi solo un minuto</em> sono stati riproposti, in chiave più moderna, da artisti diversi. Altri sono già cimeli musicali: <em>Noi due nel mondo e nell’anima</em>, <em>Canterò per te</em>, <em>Buona fortuna</em>, <em>La donna del mio amico</em>, <em>Dimmi di sì</em>, oltre ai brani sopra citati.</p>
<p><strong><a href="http://www.lucidamente.com/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/11-parsifal-pooh.jpg"><img src="http://www.lucidamente.com/wordpress/wp-content/uploads/2015/11/11-parsifal-pooh.jpg" alt="11-parsifal pooh" width="200" height="197" /></a></strong></p>
<p><strong>Negli stadi di Roma e Milano l’emozione</strong> <strong>sarà palpabile,</strong> accompagnata dall’aura di tristezza tipica di un addio. Ma non dimentichiamo che i Pooh sono state persone coraggiose. E privilegiate, se, in tempi come questi, hanno resistito sulla scena musicale per un cinquantennio. E, in quanto esseri umani, sono portatori di desideri, ricordi, speranze; ma anche di differenti esigenze di sperimentarsi individualmente. Così D’Orazio, sei anni fa, si lasciò alle spalle 38 anni di vita condivisa con i compagni per dedicarsi a tutt’altro. Lo stesso Facchinetti, cofondatore del gruppo, ha recentemente vestito i panni di coach a <em>The Voice</em>, insieme al figlio Francesco. A chi, ne <em>L’ultima notte insieme</em> ai Pooh, si sentirà strappare via un pezzo della propria storia, diciamo: venga rispettata la loro decisione di sciogliere la band!</p>
<p><strong>E non si dimentichi mai l’incipit di un loro famosissimo</strong> brano degli anni Novanta, col quale desideriamo chiudere: «Si può essere amici per sempre anche quando le vite ci cambiano, ci separano e ci oppongono. Si può essere amici per sempre anche quando le feste finiscono e si rompono gli incantesimi».</p>
<p><strong>Emanuela Susmel</strong></p>
<p><em>(LucidaMente, anno X, n. 119, novembre 2015)</em><strong> </strong><em> </em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il Bataclan prima del 13 novembre 2015</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Dec 2015 10:52:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emanuela Susmel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli on line su Lucidamente.com]]></category>

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		<description><![CDATA[La storia del famoso locale di musica dal vivo sito nell’XI “arrondissement” parigino, dalla nascita all’attentato del mese scorso Il Bataclan ha pagato il maggior tributo di vittime negli attacchi terroristici parigini di matrice islamica che il 13 novembre scorso hanno sconvolto l’Occidente (vedi anche Terrorismo, islam e l’integrazione rifiutata). Visitando il sito Internet del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La <a title="storia" href="http://www.lucidamente.com/category/storia-2/">storia</a> del famoso locale di musica dal vivo sito nell’XI “<em>arrondissement</em>” parigino, dalla nascita all’attentato del mese scorso</strong></p>
<p>Il <strong>Bataclan</strong> ha pagato il maggior tributo di vittime negli <span id="more-711"></span>attacchi terroristici parigini di matrice islamica che il 13 novembre scorso hanno sconvolto l’Occidente (vedi anche <a href="http://www.lucidamente.com/32996-terrorismo-islam-e-lintegrazione-rifiutata-corsi/"><em> </em></a><em><a title="Terrorismo, islam e l’integrazione rifiutata" href="http://www.lucidamente.com/32996-terrorismo-islam-e-lintegrazione-rifiutata-corsi/">Terrorismo, islam e l’integrazione rifiutata</a></em>). Visitando il sito Internet del locale, l’unica pagina che appare – con i colori del lutto – contiene un pensiero alle vittime, un ringraziamento ai clienti affezionati, un numero verde da chiamare per recuperare gli effetti personali. E un arrivederci a quando le autorità avranno terminato le loro indagini.</p>
<p><strong><a href="http://www.lucidamente.com/wordpress/wp-content/uploads/2015/12/11-Bataclan-Novecento.jpg"><img src="http://www.lucidamente.com/wordpress/wp-content/uploads/2015/12/11-Bataclan-Novecento-300x199.jpg" alt="11-Bataclan Novecento" width="300" height="199" /></a>Ma qual è la storia del teatro parigino al civico 50 </strong>di <em>Boulevard Voltaire</em>, rimbalzato alla cronaca per il più sanguinoso attentato in Francia dal dopoguerra? Noi ve la vogliamo raccontare, per omaggiare un luogo e un popolo tanto vicini a noi quanto così duramente colpiti. E per tentare di rimuovere dalla nostra mente, seppur temporaneamente, l’immagine più cruda della donna incinta rimasta a lungo appesa alla finestra del secondo piano dell’edificio, per sfuggire alla furia degli attentatori. Il Bataclan – nome ispirato all’operetta di <strong>Jacques</strong> <strong>Offenbach</strong> del 1855, <em>Ba-ta-clan</em> – fu inaugurato il 3 febbraio 1865 come grande sala da <em>café-concert</em>. Al piano terra vi erano il caffè e il teatro, mentre la pista da ballo era situata al piano superiore. La facciata dall’aspetto orientaleggiante – di ispirazione architettonica cinese – era arricchita da una pagoda con statue raffiguranti divinità e dragoni cinesi.</p>
<p><strong>La sua proprietà subì vari cambiamenti fino al 1910</strong>, anno in cui fu restaurato e dedicato alla “rivista”, un genere di teatro d’intrattenimento. Sedici anni più tardi, a seguito di scelte fallimentari, fu rivenduto e trasformato in un cinema. Nel 1933 andò a fuoco e l’incendio distrusse la pagoda. Nel 1950 venne demolito e ricostruito secondo la struttura che ancora oggi lo contraddistingue. Nel 1969 fu nuovamente adibito a sala per gli spettacoli. I colori sgargianti risalgono invece all’ultimo restauro del 2006.</p>
<p><strong><a href="http://www.lucidamente.com/wordpress/wp-content/uploads/2015/12/11-Bataclan-esterno.jpg"><img src="http://www.lucidamente.com/wordpress/wp-content/uploads/2015/12/11-Bataclan-esterno-300x216.jpg" alt="11-Bataclan esterno" width="220" height="159" /></a>Dichiarato monumento storico nel 1991, il </strong><strong>Bataclan</strong> ha una capienza di circa millecinquecento persone e ospita concerti, numeri comici, serate disco e di <em>café-théâtre</em>. Prima della band californiana <strong>Eagles of Death Metal</strong>, la sera del fatidico 13 novembre, negli anni ha accolto vere e proprie celebrità: da <strong>Maurice Chevalier</strong> nel primo Novecento, a <strong>Korn</strong>,<strong> Lou Reed</strong>, <strong>Oasis</strong>, <strong>Patti Smith</strong>, <strong>Velvet Revolver</strong>, per citarne alcuni, in epoca contemporanea. Dal 2007, a più riprese, la sala concerto era stato oggetto di minacce da parte di gruppi radicali islamici poiché di proprietà ebrea. E per aver ospitato conferenze e manifestazioni di organizzazioni ebraiche e israeliane.</p>
<p><strong><a href="http://www.lucidamente.com/wordpress/wp-content/uploads/2015/12/11-Bataclan-interno.jpg"><img src="http://www.lucidamente.com/wordpress/wp-content/uploads/2015/12/11-Bataclan-interno-300x200.jpg" alt="11-Bataclan interno" width="220" height="147" /></a></strong></p>
<p><strong>Di sicu</strong><strong>ro g</strong><strong>li attentati del 13 novembre scorso hanno sconvolto</strong> anche il mondo musicale. Diversi artisti, infatti, hanno annullato i propri concerti in Europa: <strong>U2</strong>, <strong>Foo Fighters</strong> e <strong>Motorhead</strong>. Sono stati rafforzati pesantemente i controlli per i concerti di <strong>Justin Bieber</strong> e di <strong>Snoop Dog</strong> negli Stati Uniti. E <strong>Bob Dylan</strong>, esibitosi a Bologna il 18 e il 19 novembre, ha preteso la presenza di guardie armate in sala. Psicosi o timori fondati per il reiterarsi di attacchi terroristici del genere? La Storia si sta scrivendo anche in questi giorni…</p>
<p><strong>Le immagini</strong>: il Bataclan nei primi del Novecento e oggi.</p>
<p><strong>Emanuela Susmel</strong></p>
<p><em>(LucidaMente, anno X, n. 120, dicembre 2015)</em><strong> </strong><em></em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Quiche Lorraine, una ricetta saporita per le feste di Natale e Capodanno</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Dec 2015 10:49:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emanuela Susmel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli on line su Consumatrici.it]]></category>

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		<description><![CDATA[circa 6 minuti fa Nei giorni a venire, le occasioni di sedersi a tavola non mancheranno. Perché non conferire al menu delle feste un sofisticato tocco francese? È più semplice di quanto sembra, per esempio se si segue la ricetta della Quiche Lorraine – ottima sia calda che a temperatura ambiente – che vi proponiamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>circa 6 minuti fa</p>
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<div><img src="http://www.consumatrici.it/wp-content/uploads/2015/12/aaaaaaquichelo.jpg" alt="aaaaaaquichelo" width="770" height="400" /></div>
<div>
<p>Nei giorni a venire, le occasioni di sedersi a tavola non <span id="more-707"></span>mancheranno. Perché non conferire al menu delle feste un sofisticato tocco francese? È più semplice di quanto sembra, per esempio se si segue la ricetta della Quiche Lorraine – ottima sia calda che a temperatura ambiente – che vi proponiamo di seguito.</p>
<p><a href="http://www.consumatrici.it/wp-content/uploads/2015/12/aaaaquiche.jpg"><img src="http://www.consumatrici.it/wp-content/uploads/2015/12/aaaaquiche.jpg" alt="aaaaquiche" width="586" height="586" /></a></p>
<p><strong>Prima di tutto si prepara la pasta brisé</strong><br />
La pasta brisé è la base ideale per questa torta salata. Per prepararla si impastano – a mano oppure con robot da cucina oppure con il Bimby per 15 secondi a velocità 6 – 250 gr di farina, 100 gr di burro morbido, 60 gr di acqua fredda e un pizzico di sale. Si avvolge il tutto in un canovaccio e lo si lascia in frigorifero per un quarto d’ora.</p>
<p><strong>Ingredienti e procedimento per il ripieno della quiche</strong><br />
150 gr di pancetta affumicata a dadini<br />
100 gr di gruviera<br />
30 gr di parmigiano grattugiato<br />
3 uova<br />
100 gr di latte<br />
100 gr di panna liquida<br />
2 cucchiai di olio<br />
sale e pepe q.b.</p>
<p>Si trita il gruviera e lo si mette da parte. Si soffrigge nell’olio la pancetta affumicata. Dopo aver foderato una teglia con la pasta brisé, la si ricopre dapprima con la pancetta rosolata e poi con il formaggio.</p>
<p>Si frullano quindi tra loro, per qualche secondo, uova, latte, panna, parmigiano, sale e pepe; versando il composto sulla quiche. Si pone infine la teglia nel forno caldo per 40 minuti a 180 gradi.</p>
<p><strong>Il procedimento con il robot Bimby</strong><br />
Per tritare il gruviera: 5 secondi a velocità 5. Per il soffritto: si inseriscono nel boccale la pancetta affumicata e l’olio e si cuoce a 100 gradi per 3 minuti a velocità 1. Per frullare gli ingredienti: si inseriscono nel boccale uova, latte, panna, parmigiano, sale e pepe e si frulla per 10 secondi a velocità 5.<strong> </strong><em> </em></p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Scuole superiori, è tempo di scelte: le novità del 2016</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Dec 2015 10:47:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emanuela Susmel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli on line su Consumatrici.it]]></category>

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		<description><![CDATA[11 dicembre 2015 Tra pochi giorni il ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Miur) pubblicherà una circolare esplicativa con le modalità operative e le tempistiche per l’iscrizione alle scuole pubbliche di ogni ordine e grado. È quindi già tempo di open day e di laboratori, in cui – riguardo in particolare alle scuole secondarie di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>11 dicembre 2015</p>
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<div><img src="http://www.consumatrici.it/wp-content/uploads/2015/12/aaascuolesuperiori.jpg" alt="aaascuolesuperiori" width="770" height="400" /></div>
<div>
<p>Tra pochi giorni il ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Miur) pubblicherà una <span id="more-704"></span>circolare esplicativa con le modalità operative e le tempistiche per l’iscrizione alle scuole pubbliche di ogni ordine e grado. È quindi già tempo di open day e di laboratori, in cui – riguardo in particolare alle scuole secondarie di secondo grado – si toccano con mano le materie di indirizzo.</p>
<p>Niente paura, però: se all’inizio del primo anno la scuola scelta (dopo aver preso info su <strong><a href="http://cercalatuascuola.istruzione.it/cercalatuascuola/" target="_blank">Cerca la tua scuola</a></strong>) si rivela sbagliata, fino a dicembre si può cambiare indirizzo – o semplicemente istituto – senza sostenere esami integrativi. Vediamo insieme cosa propone il sistema scolastico italiano e le novità di quest’anno.</p>
<p><strong>Al via l’alternanza scuola-lavoro</strong></p>
<p>La novità, a partire dall’anno scolastico in corso, è l’alternanza scuola-lavoro: un percorso di orientamento lavorativo – all’interno o fuori dalla scuola – per chi frequenta il secondo biennio e l’ultimo anno dei licei e degli istituti tecnici; 200 ore per i primi e 400 ore per i secondi.</p>
<p><strong>Università obbligata se si sceglie il liceo</strong></p>
<p>A prescindere dall’ambito scelto, chi intraprende il liceo dovrà necessariamente iscriversi all’università. Questi gli indirizzi: classico, scientifico (tradizionale o con le opzioni scienze applicate e indirizzo sportivo), linguistico, delle scienze umane (tradizionale o con l’opzione economico-sociale), artistico (negli indirizzi arti figurative, architettura e ambiente, design, audiovisivo e multimedia, grafica, scenografia), sezioni internazionali di lingua inglese, francese o tedesca, musicale e coreutico per chi propende per la danza. Escludendo le sezioni internazionali, in tutti i licei è previsto all’ultimo anno l’insegnamento di una materia di indirizzo in lingua inglese.</p>
<p><strong>Con l’istituto tecnico si può lavorare o proseguire con l’università</strong></p>
<p>Chi ha spiccate doti pratiche e, al contempo, non si vuole impegnare per forza in un percorso universitario può optare per l’istituto tecnico, scegliendolo fra i due ambiti previsti: economico – con gli indirizzi amministrazione, finanza e marketing; turismo; sistemi informativi aziendali; relazioni internazionali per il marketing – e tecnologico con gli indirizzi chimica, materiali e biotecnologie; elettronica ed elettrotecnica; grafica e comunicazione; informatica e telecomunicazioni; meccanica, meccatronica ed energia; trasposti e logistica; sistema moda; agraria e agroalimentare e industria; costruzioni, ambiente e territorio. Vi sono poi l’istituto tecnico nautico e quello aeronautico. Al termine di un biennio – unificato per ciascun ambito – si può scegliere la specializzazione del triennio successivo. Come nei licei, in quinta una materia viene insegnata in lingua inglese.</p>
<p><strong>Due settori per l’istituto professionale</strong></p>
<p>Chi sceglie l’istituto professionale – di durata quinquennale – al termine del primo triennio conseguirà la qualifica professionale nel settore scelto tra servizi (servizi per l’agricoltura e lo sviluppo rurale, servizi socio-sanitari, servizi per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera, servizi commerciali) e industria e artigianato (produzioni industriali e artigianali, manutenzione e assistenza tecnica). Grazie agli stage può misurarsi nel mondo del lavoro, nel quale verrà inserito al termine dei cinque anni; a meno che non desideri iscriversi all’università.</p>
<p><strong>I centri di formazione professionale per chi vuole lavorare subito</strong></p>
<p>Dai 16 anni in su, chi deve acquisire una professionalità lavorativa – nei settori previsti per gli istituti professionali – può optare per i centri di formazione professionale (Cfp). Il percorso triennale, attuato dal Sistema regionale di istruzione e formazione professionale (Iefp), prevede il rilascio di una qualifica professionale riconosciuta a livello nazionale ed europeo. Terminato il triennio, si può proseguire la formazione attraverso le opportunità offerte dal sistema formativo regionale; oppure previa valutazione, proseguire in una scuola professionale e conseguire il diploma quinquennale.<strong> </strong><em> </em></p>
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<p>&nbsp;</p>
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		<title>Regali di Natale fai da te: 3 proposte semplici e d’effetto</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Dec 2015 10:45:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emanuela Susmel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli on line su Consumatrici.it]]></category>

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		<description><![CDATA[7 dicembre 2015 Natale è alle porte. Non sappiamo ancora cosa regalare a parenti e amici? E se confezionassimo doni personalizzati ed economici? Ecco tre idee di semplice realizzazione per soddisfare rispettivamente palato, vanità e desiderio di relax. Il liquore al cioccolato per i palati fini Ingredienti: 100 grammi di cioccolato fondente, 3 decilitri di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>7 dicembre 2015</p>
<p><!-- .entry-meta --> <!-- .entry-header --></p>
<div><img src="http://www.consumatrici.it/wp-content/uploads/2015/12/aaaregali01.jpg" alt="aaaregali01" width="770" height="400" /></div>
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<p>Natale è alle porte. Non sappiamo ancora cosa regalare a parenti e amici? E se confezionassimo<span id="more-701"></span> doni personalizzati ed economici? Ecco tre idee di semplice realizzazione per soddisfare rispettivamente palato, vanità e desiderio di relax.</p>
<p><img src="http://www.consumatrici.it/wp-content/uploads/2015/12/aaaregali03.jpg" alt="aaaregali03" width="500" height="287" /></p>
<p><strong>Il liquore al cioccolato per i palati fini</strong></p>
<p>Ingredienti: 100 grammi di cioccolato fondente, 3 decilitri di acqua tiepida, 2 decilitri di alcool puro, 400 grammi di zucchero e vaniglia estratto alcoolico n. 1. Si trita finemente il cioccolato, radunandolo in una casseruola: dopo aver aggiunto 1 decilitro di acqua, si scioglie a bagnomaria. Si unisce lo zucchero e si amalgama, passando la casseruola direttamente sul fuoco a fiamma bassissima e mescolando fino a scioglimento dello zucchero. Si versano altri 2 decilitri di acqua tiepida, proseguendo la cottura per altri 3-4 minuti. Si incide il baccello di vaniglia nel senso della lunghezza, si prelevano i semi con la punta di un coltellino e li si aggiungono allo sciroppo di cioccolato preparato, mescolando. Si unisce l’alcool e si amalgama. A completo raffreddamento del composto, si filtra per estrarre la vaniglia e si versa in una bottiglia da liquore. Idea regalo: il liquore al cioccolato in una bottiglia di vetro, accompagnato da due calici.</p>
<p><img src="http://www.consumatrici.it/wp-content/uploads/2015/12/aaaregali02.jpg" alt="aaaregali02" width="500" height="332" /></p>
<p><strong>Un braccialetto di bottoni per soddisfare la vanità femminile</strong></p>
<p>Occorrente: vecchi bottoni con buchi evidenti; nastrino di pelle o filo di nylon (20 centimetri circa); gancetto di chiusura; disegno su carta del braccialetto da realizzare. Dopo aver lavato e asciugato i bottoni, si infila il primo nel filo o nel nastrino, partendo dal primo buco in alto a sinistra. Si fa passare il filo nel secondo buco seguente, formando un primo nodo di separazione. Si fa quindi passare il filo o il nastrino al di sotto del secondo bottone, inserendolo nel secondo elemento. Si prosegue così fino a metà lunghezza del braccialetto. Si inserisce quindi il bottone centrale, che risalterà sugli altri dando originalità al gioiello. Si prosegue poi infilando i restanti bottoni fino alla lunghezza desiderata. Si fissano le due estremità con nodi ben saldi, montando ai due capi il gancetto e l’anellino corrispondente, per chiudere il gioiello così realizzato.</p>
<p>Per una creazione giovanile e trendy, scegliete bottoni colorati dalle forme più disparate; per un regalo elegante e di classe, utilizzate invece bottoni di madreperla e della stessa dimensione.</p>
<p><img src="http://www.consumatrici.it/wp-content/uploads/2015/12/aaaregali04.jpg" alt="aaaregali04" width="500" height="334" /></p>
<p><strong>I sali da bagno per un relax profumato e salutare</strong></p>
<p>Ingredienti: sale marino grosso e grezzo necessario a riempire una bottiglia di vetro dal collo largo, qualche chiodo di garofano, 1 bustina di cannella e 10 gocce di olio essenziale al cardamomo. Si tritano le spezie e si unisce il sale grosso, mescolando in un robot con le lame – o con un cucchiaio – d’acciaio. Continuando ad amalgamare, si uniscono a poco a poco le gocce di olio essenziale. Per renderle i sali più originali, li si colorano aggiungendo 1 cucchiaio di colorante per dolci o di colorante vegetale (per esempio la curcuma per il giallo e l’indigo – o henné nero – per il blu). Per un regalo originale, si pongono i sali in una bottiglia di vetro da chiudere con un tappo di sughero e si guarnisce con un nastro in tinta con il colore dei sali.<strong> </strong><em> </em></p>
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<p>&nbsp;</p>
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		<title>Pane nero senza carbone vegetale? Eccovi due ricette</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Dec 2015 10:41:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emanuela Susmel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli on line su Consumatrici.it]]></category>

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		<description><![CDATA[22 novembre 2015 Il carbone vegetale nell’impasto del pane fa male? Basta eliminarlo dalla tavola, seguendo per esempio le ricette che vi proponiamo per la preparazione del pane nero in cassetta o tradizionale. Si tratta di un alimento ideale sia a colazione, accompagnato con marmellata; sia a pranzo, da farcire con formaggio e salumi. &#160; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>22 novembre 2015</p>
<p><!-- .entry-meta --> <!-- .entry-header --></p>
<div><img src="http://www.consumatrici.it/wp-content/uploads/2015/11/aaaapanenerouno.jpg" alt="aaaapanenerouno" width="770" height="400" /></div>
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<p>Il carbone vegetale nell’i<strong><a href="http://www.consumatrici.it/15/11/2015/cibo/alimenti/00048634/il-pane-nero-fa-bene-ma-quello-col-carbone-vegetale-no-2">mpasto del pane fa male?</a></strong></p>
<p>Basta eliminarlo dalla tavola, seguendo per esempio le <span id="more-697"></span>ricette che vi proponiamo per la preparazione del pane nero in cassetta o tradizionale.</p>
<p>Si tratta di un alimento ideale sia a colazione, accompagnato con marmellata; sia a pranzo, da farcire con formaggio e salumi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>La farina di segale ha un basso contenuto di glutine</strong></p>
<p>Il suo ingrediente principale, la farina di segale, ha un basso contenuto di glutine e un’alta percentuale di crusca: per questo motivo il tempo di lievitazione risulta più lungo rispetto alla farina bianca<em>.</em></p>
<p>Qui di seguito una ricetta che vi consigliamo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il pane nero di segale in cassetta: ingredienti</strong></p>
<p>150 gr di farina manitoba</p>
<p>350 gr di farina di segale</p>
<p>4 gr di lievito di birra secco</p>
<p>10 gr di sale</p>
<p>400 ml di acqua tiepida</p>
<p>1 cucchiaino di miele</p>
<p>stampo da plumcake (da 25 cm)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Preparazione</strong></p>
<p>In un contenitore si uniscono lievito e metà dell’acqua tiepida. Si aggiunge il cucchiaino di miele, amalgamando ulteriormente.</p>
<p>In una ciotola più grande si mescolano le due farine e si versa il composto con il miele, impastando il tutto. L’acqua restante, una volta sciolto il sale, viene aggiunta progressivamente all’impasto. Si lavora il tutto fino a ottenere una palla uniforme, da coprire con la pellicola per alimenti e da far lievitare fino al raddoppio del volume. Al termine, si lavora ulteriormente l’impasto lievitato ripiegandolo più volte a pacchetto su se stesso, fino a conferirgli una forma rettangolare. Si fodera lo stampo con carta da forno, vi si versa il composto e lo si copre con la pellicola trasparente. Lo si lascia lievitare per altre 3 ore, quindi si pone lo stampo in forno preriscaldato a 220 gradi, cuocendo per circa 35 minuti.</p>
<p><a href="http://www.consumatrici.it/wp-content/uploads/2015/11/aaapanenerwonoci.jpg"><img src="http://www.consumatrici.it/wp-content/uploads/2015/11/aaapanenerwonoci.jpg" alt="aaapanenerwonoci" width="600" height="349" /></a></p>
<p><strong>La variante per un aperitivo: il pane nero di segale alle noci</strong></p>
<p>Ingredienti<em>: </em>500 gr di farina di segale, 1 cucchiaino di malto d’orzo, 20 gr di lievito di birra, 10 gr di burro a temperatura ambiente, 1 cucchiaino di sale, 320 gr di acqua, 100 gr di noci tritate grossolanamente.</p>
<p>Preparazione: si versa l’acqua – una volta stemperato il lievito – poco per volta sulla farina disposta a fontana (con un buco al centro). Si amalgama bene, aggiungendo poi il malto d’orzo e il burro. Si impasta energicamente per circa 10 minuti fino a formare una palla uniforme, che si lascia lievitare – in una ciotola imburrata – fino al raddoppio del volume.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Al termine si fa lievitare per un’altra ora</strong></p>
<p><em>A</em>l termine, si sgonfia l’impasto lievitato e vi si aggiungono le noci. Si conferisce al composto la forma che si desidera (unica pagnotta, tanti panini, ecc.), facendolo lievitare ulteriormente per un’ora. Lo si dispone quindi in forno preriscaldato e lo si cuoce a 180 gradi per circa 45 minuti.<strong> </strong><em> </em></p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Cosmetici: quando buttarli nel cestino, i consigli dell’esperta</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Dec 2015 10:39:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emanuela Susmel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli on line su Consumatrici.it]]></category>

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		<description><![CDATA[17 novembre 2015 Vogliamo farci belle con rossetti, ombretti e mascara? Benissimo, ma prestiamo attenzione alla loro scadenza, onde evitare infiammazioni, allergie o, peggio, veri e propri danni a occhi, labbra e pelle. Abbiamo chiesto il parere al riguardo a Giulia Penazzi, cosmetologa e autrice di diversi libri sulla cosmesi che, fra le altre cose, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>17 novembre 2015</p>
<p><!-- .entry-meta --> <!-- .entry-header --></p>
<div><img src="http://www.consumatrici.it/wp-content/uploads/2015/11/aaaascadenzacosmetici1.jpg" alt="aaaascadenzacosmetici1" width="770" height="400" /></div>
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<p>Vogliamo farci belle con rossetti, ombretti e mascara? Benissimo, ma prestiamo attenzione alla<span id="more-694"></span> loro scadenza, onde evitare infiammazioni, allergie o, peggio, veri e propri danni a occhi, labbra e pelle. Abbiamo chiesto il parere al riguardo a Giulia Penazzi, cosmetologa e autrice di diversi libri sulla cosmesi che, fra le altre cose, ci insegna a leggere le etichette sui prodotti.</p>
<p><img src="http://www.consumatrici.it/wp-content/uploads/2015/11/aaaaperiod-after-opening1.jpg" alt="aaaaperiod-after-opening1" width="300" height="373" /></p>
<p><strong>La scadenza decorre dalla prima apertura del prodotto</strong></p>
<p>L’esperta premette che, in linea generale, se il cosmetico ha una durata minima inferiore ai 30 mesi deve obbligatoriamente riportare la scadenza, con la dicitura  “da utilizzare preferibilmente entro il… “. “Qualora, invece, il prodotto abbia una durata superiore ai 30 mesi, la legge impone l’indicazione del Pao (Period after opening): l’immagine (un esempio sopra) di un barattolino con il coperchio aperto riportante un numero seguito dalla lettera M (3M, 6M, 12M, eccetera. Questi sono i mesi della durata considerata sicura, una volta aperta la confezione per la prima volta. In ogni caso, al di là della scadenza ufficiale indicata dal Pao, occorre verificare – prima di ogni utilizzo – che il cosmetico non muti, nel tempo, le proprie caratteristiche di colore, sostanza e odore”.</p>
<p><strong>Igiene e luogo fresco e asciutto per una conservazione ottimale</strong></p>
<p>Giulia Penazzi prosegue raccomandando di conservare i trucchi lontano da fonti di freddo e di calore – finestre e caloriferi – o da fasci luminosi. Spiega inoltre che, al fine di apportare ai prodotti la minima quantità microbica, è opportuno maneggiarli esclusivamente con pennelli o mani pulite. I cosmetici vanno infine riposti in un luogo mantenuto costantemente pulito. Il cassetto, l’astuccio o qualunque altro ambiente si scelga al riguardo deve quindi periodicamente essere disinfettato.</p>
<p><strong>Quando buttare via i cosmetici, a seconda della tipologia</strong></p>
<p>La cosmetologa passa in rassegna le principali tipologie di cosmetici, raccomandando di sostituirli con dei nuovi qualora si verifichino le seguenti reazioni:</p>
<ul>
<li> lucidalabbra e fondotinta: se sulla superficie si forma un olio di colore giallo. L’azione di agitarli per far loro ripristinare l’omogeneità è altamente sconsigliata;</li>
<li> ombretto: se emana cattivo odore o la consistenza diviene troppo polverosa; quando sulla superficie della cialdina si forma una patina scura o quando la pigmentazione del prodotto appare modificata;</li>
<li> rossetto: se modifica l’odore; se sullo stick si formano goccioline o piccole macchie di colore più scuro;</li>
<li> mascara: è il cosmetico a più breve durata. Occorre gettarlo se si secca, formando sulle ciglia dei grumi; oppure se assume un odore chimico.</li>
<li> matita per labbra e occhi: se si secca e diventa dura;</li>
<li> smalto: una volta aperto, dovrebbe essere utilizzato al massimo per 2-3 anni. Dopo svariati utilizzi, dal collo del flaconcino entra l’aria, che secca il prodotto. Per evitare questo fenomeno, periodicamente si può pulire il collo di vetro con acetone.<strong> </strong><em> </em></li>
</ul>
</div>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Aroma all’arancia in tutta la casa? Ecco la ricetta del plumcake</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Dec 2015 10:37:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emanuela Susmel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli on line su Consumatrici.it]]></category>

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		<description><![CDATA[6 novembre 2015 Novembre, tempo di arance. Come nutrircene in maniera alternativa, profumando al contempo la casa con questa dolce fragranza? Semplice: preparando il plumcake all’arancia. Ecco la ricetta, nella versione con il Bimby Worwerk e con un semplice robot da cucina. Ingredienti del plumcake all’arancia Per preparare in casa questo gustosissimo dolce occorrono i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>6 novembre 2015</p>
<p><!-- .entry-meta --> <!-- .entry-header --></p>
<div><img src="http://www.consumatrici.it/wp-content/uploads/2015/11/aaaplumcake.jpg" alt="aaaplumcake" width="770" height="400" /></div>
<div>
<p>Novembre, tempo di arance. Come nutrircene in maniera alternativa, profumando al contempo la<span id="more-691"></span> casa con questa dolce fragranza? Semplice: preparando il plumcake all’arancia. Ecco la ricetta, nella versione con il Bimby Worwerk e con un semplice robot da cucina.</p>
<p><strong>Ingredienti del plumcake all’arancia</strong><br />
Per preparare in casa questo gustosissimo dolce occorrono i seguenti ingredienti:<br />
250 gr di farina<br />
250 gr di zucchero<br />
170 gr di burro o margarina<br />
4 uova<br />
50 gr di latte<br />
succo e scorza di un’arancia<br />
1 bustina di lievito</p>
<p><strong><a href="http://www.consumatrici.it/wp-content/uploads/2015/11/aaaarancia.jpg"><img src="http://www.consumatrici.it/wp-content/uploads/2015/11/aaaarancia.jpg" alt="aaaarancia" width="600" height="338" /></a></strong></p>
<p><strong>Procedimento di preparazione con il Bimby</strong><br />
Si tritano nel boccale lo zucchero e la scorza dell’arancia, a velocità 9 per 10 secondi. Si aggiungono poi le uova e il burro, lavorando per 20 secondi a velocità 4. Si porta a velocità 5 e dal foro del coperchio si aggiungono il latte, il succo dell’arancia e la farina, lavorando per 30 secondi a velocità 5. Si amalgama infine il lievito, facendo girare le lame per qualche secondo. Si versa quindi il tutto in uno stampo da plumcake precedentemente imburrato, cuocendolo in forno preriscaldato a 170 gradi per circa 45 minuti.</p>
<p><strong>Procedimento di preparazione con un normale robot da cucina</strong><br />
È possibile preparare il plumcake anche con un semplice robot da cucina. Ingredienti e procedimento sono i medesimi sopra descritti; occorre semplicemente seguire le istruzioni – per polverizzare e amalgamare gli ingredienti – specifiche della marca di elettrodomestico che si possiede.</p>
<p><strong><a href="http://www.consumatrici.it/wp-content/uploads/2015/11/aaaalimoni.jpg"><img src="http://www.consumatrici.it/wp-content/uploads/2015/11/aaaalimoni.jpg" alt="aaaalimoni" width="600" height="399" /></a></strong></p>
<p><strong>La variante: il plumcake al limone</strong><br />
Se si desidera preparare un gustosissimo plumcake al limone – ottimo in ogni stagione –, basta sostituire scorza e succo di limone a quelli dell’arancia e procedere come sopra indicato.<strong> </strong><em> </em></p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Auto: le scadenze di novembre e le risposte arrivano via web</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Dec 2015 10:35:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emanuela Susmel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli on line su Consumatrici.it]]></category>

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		<description><![CDATA[Quanti sono attualmente i punti sulla nostra patente? A chi rivolgersi e quanto spendere per revisionare l’auto o installare o collaudare l’impianto a gas? O ancora: cosa stabilisce il nuovo codice della strada? Le risposte a queste e altre domande sono online su Ilportaledellautomobilista.it, disponibile anche in versione mobile app. La fonte dei dati – [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- .entry-meta --> <!-- .entry-header --></p>
<div><img src="http://www.consumatrici.it/wp-content/uploads/2015/11/aaaavolante.jpg" alt="aaaavolante" width="770" height="400" /></div>
<div>
<p>Quanti sono attualmente i punti sulla nostra patente? A chi rivolgersi e quanto spendere per<span id="more-687"></span> revisionare l’auto o installare o collaudare l’impianto a gas? O ancora: cosa stabilisce il nuovo codice della strada? Le risposte a queste e altre domande sono online su <strong><a href="https://www.ilportaledellautomobilista.it/" target="_blank">Ilportaledellautomobilista.it</a></strong>, disponibile anche in versione mobile app. La fonte dei dati – aggiornati ogni venerdì – è il dipartimento trasporti del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.</p>
<p><img src="http://www.consumatrici.it/wp-content/uploads/2015/10/aaapraticheauto01.jpg" alt="aaapraticheauto01" width="770" height="400" /></p>
<p><strong>Cosa ci dice il numero di targa</strong></p>
<p>Senza bisogno di registrarsi sulla piattaforma, nella sezione <strong><a href="https://www.ilportaledellautomobilista.it/web/portale-automobilista/" target="_blank">servizi online</a></strong>, inserendo la targa di un determinato veicolo o motociclo, se ne conosce la classe ambientale o la regolarità rispetto agli obblighi Rca; anche in vista delle nuove normative sull’esposizione del tagliando dell’assicurazione. Digitando invece il Comune di interesse, appare l’elenco dei medici certificatori per il rinnovo della patente, degli uffici della Motorizzazione Civile o delle officine autorizzate dal dipartimento dei trasporti terrestri (Ddt).</p>
<p><strong>Registrazione sul portale: info personalizzate e memorandum delle scadenze</strong></p>
<p>Eseguendo il <strong><a href="https://www.ilportaledellautomobilista.it/web/portale-automobilista/certifica-mail-cittadino" target="_blank">login al portale</a></strong> – come cittadino o impresa a seconda dei casi – si ottengono ulteriori informazioni; prima fra tutti il saldo aggiornato dei punti della patente di guida o del certificato di idoneità alla guida dei ciclomotori. E ancora: inserendo, in fase di registrazione, l’indirizzo di posta elettronica o il numero del cellulare, si possono ricevere le notifiche relative alla scadenza di validità della patente e della revisione dei veicoli intestati.</p>
<p><strong>Come fare per ricevere assistenza</strong></p>
<p>Per ricevere supporto o maggiori informazioni sui servizi basta cliccare sul link dedicato all<strong><a href="https://www.ilportaledellautomobilista.it/web/portale-automobilista/" target="_blank">assistenza</a></strong> e compilare il modulo “Richiesta informazioni”; in alternativa bisogna chiamare il numero verde del portale 800.00.77.77, attivo dal lunedì al sabato dalle 8 alle 20.<strong> </strong><em> </em></p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
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