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	<title>emanuela blog &#187; Articoli on line su Ilsalvagente.it</title>
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		<title>Primavera, tornano i pidocchi: a rischio i capelli chiari</title>
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		<pubDate>Sat, 17 May 2014 16:25:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emanuela Susmel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli on line su Ilsalvagente.it]]></category>

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		<description><![CDATA[La dermatologa: i rimedi preventivi non sono infallibili, l&#8217;aceto caldo contro le uova. Emanuela Susmel Da sempre, la pediculosi è motivo di allarme sociale. Non soltanto per il ribrezzo provato al pensiero che minuscoli parassiti vivano sulla nostra testa succhiando il nostro sangue (gli habitat ideali dei pidocchi sono la nuca e l&#8217;area intorno alle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>La dermatologa: i rimedi preventivi non sono infallibili, l&#8217;aceto caldo contro le uova.</h4>
<p><!-- AUTORE --></p>
<div>Emanuela Susmel</div>
<p style="text-align: justify;">Da sempre, la pediculosi è motivo di allarme sociale. Non soltanto per <span id="more-443"></span>il ribrezzo provato al pensiero che minuscoli parassiti vivano sulla nostra testa succhiando il nostro sangue (gli habitat ideali dei pidocchi sono la nuca e l&#8217;area intorno alle orecchie); ma soprattutto per l’elevatissimo grado di contagio di cui sono capaci. E anche per la necessità di lavare ad alte temperature ogni tessuto che sia entrato in contatto – anche minimamente – con il soggetto infestato.<br />
Oggi esistono shampoo che eliminano completamente i parassiti, ma resta il problema della prevenzione: nessun rimedio, né casalingo tantomeno cosmetico, si è fino a oggi dimostrato in grado di prevenire il &#8220;contagio&#8221;. Abbiamo chiesto qualche consiglio in proposito alla professoressa Annalisa Patrizi, direttore della Scuola di specializzazione in Dermatologia e Venereologia presso l’Università di Bologna.</p>
<p><strong><img src="http://www.ilsalvagente.it/immagini/aaa-pidocchi.jpg" alt="" />Professoressa Patrizi, in quale periodo dell’anno siamo maggiormente soggetti al rischio di contagio?</strong><br />
Nei mesi primaverili ed estivi. In linea generale, la pediculosi non è una malattia invernale: è pertanto raro il verificarsi di vere e proprie epidemie in presenza di temperatura fredda. Il contagio – che esplode per lo più con il caldo – può però proseguire con il passare di mesi: perciò si tratta di un’insidia che può rimanere diffusa anche lungo tutto l’arco dell’anno. Inoltre, la probabilità di infestazione aumenta in proporzione al numero di individui frequentati. Per questo spesso il problema si acutizza in autunno, all’apertura delle scuole, allorché si verifica un binomio perfetto per i pidocchi: temperatura ancora calda e ripresa della socializzazione in massa.</p>
<p><strong>È vero che i pidocchi si trasmettono perché balzano da una testa all’altra?</strong><br />
I pidocchi non balzano letteralmente di capo in capo. Però il manifestarsi di un contatto testa a testa ravvicinato, ripetuto e prolungato prima o poi favorisce il contagio fra un soggetto sano e uno infestato. Una grande responsabilità nella trasmissione hanno gli oggetti di uso comune generalmente scambiati tra più soggetti: pettini, spazzole, copricapi, tanto per citarne alcuni. I bambini sono soggetti molto promiscui: spesso passano il loro tempo in stretto contatto fisico, favorendo così il passaggio fra loro dei parassiti. Anche se non rappresenta la norma, può succedere che si venga contagiati perfino con un solo contatto ravvicinato con persona infestata.</p>
<p><strong>Quanto incide sul contagio la poca igiene?</strong><br />
Scarsamente. Il contagio è infatti molto più frequente laddove il pidocchio trova congeniali capello e cuoio capelluto. Quindi possiamo affermare che a incidere sull’infestazione è la tipologia del cuoio capelluto e non l’igiene personale. I pidocchi prediligono la razza bionda o castano-chiara e i capelli sottili. La capigliatura grossa e scura viene infatti intaccata meno frequentemente.<br />
�<br />
<strong>Esistono dei rimedi, atti a garantire un’efficace prevenzione?</strong><br />
Purtroppo no. Nonostante siano tuttora in corso appositi studi, a oggi non è ancora stato trovato un sistema scientifico che impedisca l’infestazione da pediculosi. L’uso di oli specifici, atti a ungere la capigliatura rendendola meno appetibile ai pidocchi, può tuttavia contribuire a ridurre l’attecchimento delle uova (lendini, ndr). Anche l’impiego di determinati shampoo che rendono i capelli più compatti, o il risciacquo con aceto possono migliorare il quadro della pediculosi; ma si tratta pur sempre di consuetudini prive di una base scientifica certa.</p>
<p><strong>È efficace passare sul cuoio capelluto il pettine cosiddetto “deovulante” per scongiurare il contagio?</strong><br />
Sul pettinino deovulante dobbiamo fare un discorso ben preciso. La metodica di controllare frequentemente il cuoio capelluto con questo attrezzo è ottima per una diagnosi precoce di pediculosi. Ma attenzione, non anche per la sua prevenzione. Certamente, se da un controllo sistematico dei capelli, giorno dopo giorno, non emergono segnali di infestazione, possiamo stare più tranquilli. Ma non possiamo avere la certezza completa di essere sfuggiti al contagio; essendo i pidocchi insetti difficilmente visibili a occhio nudo. Non dimentichiamoci di cospargere il cuoio capelluto con del balsamo, prima dell’ispezione con il pettine deovulante: questo prodotto favorisce infatti il ritrovamento del pidocchio. In sostanza, balsamo e apposito pettinino servono soltanto per scovare i parassiti, facendoli scivolare in basso fino a eliminarli. Ma questa azione combinata non è sufficiente a staccare le lendini dai capelli; per rimuovere le quali appare opportuno applicare prima una sostanza acida che le stacchi dalla capigliatura.</p>
<p><strong>Quali sostanze occorrono per eliminare le uova?</strong><br />
Le uniche sostanze in grado di staccare le lendini dal cuoio capelluto sono quelle che rompono la sostanza che funge per esse da collante. L’aceto caldo può essere un valido prodotto naturale al riguardo.</p>
<p><strong>Come si riconosce in concreto la presenza dei pidocchi sul cuoio capelluto e cosa è necessario fare per debellarla?</strong><br />
Dalla mia personale esperienza di Dermatologa, posso affermare che la diagnosi di pediculosi rarissimamente viene fatta vedendo l’insetto a occhio nudo. Ciò che invece si può scorgere abbastanza facilmente sono le lendini, in quanto sembrano squamette di forfora, di circa un millimetro. La distinzione le une dalle altre è semplice: mentre la forfora scivola via molto facilmente, le lendini restano saldamente attaccate ai capelli. È poi opportuno osservarle con una lente di ingrandimento, fino a scorgerne la forma tipica e vedere se sono piene o vuote.</p>
<p><strong>I prodotti in commercio che si utilizzano per distruggere pidocchi e lendini sono molto aggressivi. Quante applicazioni sono necessarie per eliminare definitivamente il problema?</strong><br />
Al riguardo non si può fornire una risposta univoca. In linea generale, la mono applicazione è di per sé già sufficiente a uccidere il pidocchio. L’insidia più grande è però costituita dalle uova: a mano a mano che le lendini si schiudono, infatti, vi è la fuoriuscita di nuovi insetti. Per questo è bene agire efficacemente fin da subito, utilizzando gli appositi prodotti in commercio. Vengono consigliate due applicazioni a distanza di 7 giorni. Nel frattempo è opportuno continuare lo sfilamento delle uova dal capello, per impedire la progressiva nascita di nuovi insetti. È opportuno che a fare questa azione sia una persona diversa dal diretto interessato, per ovvie ragioni di visibilità del cuoio capelluto. Soltanto grazie a questa azione combinata è infatti possibile eliminare definitivamente il problema».</p>
<div id="aggiornamento">Ultimo aggiornamento: 08/05/14</div>
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		<title>Pasta sfoglia o brisèe: fatta in casa è più sana (e costa meno)</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Feb 2014 13:19:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emanuela Susmel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli on line su Ilsalvagente.it]]></category>

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		<description><![CDATA[Le ricette. Basta un robot da cucina. E non c&#8217;è rischio di trovare grassi vegetali! Emanuela Susmel Le paste sfoglia e brisé casalinga sono un’alternativa più sana ed economica a quelle industriali. Gli ingredienti possono essere impastati a mano, ma anche con un semplice robot da cucina o con il Bimby versione TM31. Se si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>Le ricette. Basta un robot da cucina. E non c&#8217;è rischio di trovare grassi vegetali!</h4>
<p><!-- AUTORE --></p>
<div>Emanuela Susmel</div>
<p style="text-align: justify;">Le paste sfoglia e brisé casalinga sono un’alternativa più <span id="more-434"></span>sana <a href="http://www.ilsalvagente.it/Sezione.jsp?idSezione=23518" target="_blank">ed economica a quelle industriali</a>. Gli ingredienti possono essere impastati a mano, ma anche con un semplice robot da cucina o con il Bimby versione TM31. Se si dispone del precedente modello TM21 può essere utile visualizzare la tabella di conversione.<br />
La pasta brisé è un’ottima base per torte salate ma anche per deliziose quiche e pizze rustiche.<br />
La pasta sfoglia può invece essere utilizzata per esempio per preparare squisiti cornetti salati, croste in cui avvolgere carni o verdure al forno; oppure crostatine alla frutta.</p>
<p><strong><img src="http://www.ilsalvagente.it/immagini/aapastasfoglia.jpg" alt="" />Ingredienti per la pasta sfoglia </strong><br />
250 gr di burro a pezzetti<br />
200 gr di farina<br />
90 gr di acqua fredda<br />
10 gr di sale</p>
<h4 style="text-align: justify;">In pochi minuti, con un robot da cucina</h4>
<p style="text-align: justify;">Si versano nel boccale burro, farina e sale. Si impasta per qualche secondo a velocità media. Si aumenta poi progressivamente la velocità fino a raggiungere quella massima, versando contemporaneamente l’acqua fredda in 3-4 volte. Si toglie dal robot l’impasto ottenuto e lo si stende con un mattarello dando forma rettangolare, ripiegandolo poi in 3 pezzi sovrapponendolo. Si distende nuovamente l’impasto prima di utilizzarlo secondo la ricetta.</p>
<h4 style="text-align: justify;">La ricetta con il Bimby</h4>
<p style="text-align: justify;">Si versano nel boccale burro, farina e sale. Si impasta per 5 secondi a velocità 5. Si aziona il tasto turbo versando contemporaneamente dal foro del coperchio l’acqua fredda in 3-4 volte. Si toglie dal boccale l’impasto ottenuto e lo si stende con un mattarello dando forma rettangolare, ripiegandolo poi in 3 pezzi sovrapponendolo. Si distende nuovamente l’impasto prima di utilizzarlo secondo la ricetta.</p>
<h4 style="text-align: justify;">In forno 30 mimuti</h4>
<p style="text-align: justify;">La pasta sfoglia può essere utilizzata per esempio per preparare squisiti cornetti salati, croste in cui avvolgere carni o verdure al forno; oppure crostatine alla frutta. In questo caso, è prevista una cottura per circa 30 minuti in forno preriscaldato a 200 gradi; fino a quando cioè la pasta risulta croccante e leggermente dorata.</p>
<h4 style="text-align: justify;">Ingredienti per la pasta brisé</h4>
<p style="text-align: justify;">250 gr di farina<br />
100 gr di burro morbido<br />
60 gr di acqua fredda<br />
sale q.b.</p>
<h4 style="text-align: justify;">La ricetta della pasta brisé con un robot da cucina</h4>
<p style="text-align: justify;">Si versa nel robot dapprima la farina, quindi burro, acqua fredda e sale. Si impasta per 15 secondi a velocità media. Si avvolge l’impasto ottenuto in un canovaccio, lasciandolo riposare in frigorifero per 15 minuti, prima di stenderlo e utilizzarlo secondo la ricetta.</p>
<h4 style="text-align: justify;">La ricetta della pasta brisé con il Bimby</h4>
<p style="text-align: justify;">Si versa nel boccale dapprima la farina, quindi burro, acqua fredda e sale. Si impasta per 15 secondi a velocità 6. Si toglie l’impasto ottenuto e lo si avvolte in un canovaccio, lasciandolo riposare in frigorifero per 15 minuti, prima di stenderlo e utilizzarlo secondo la ricetta.</p>
<h4>La pizza farcita, i tempi di cottura</h4>
<p style="text-align: justify;">La pasta brisé è un’ottima base per torte salate ma anche per deliziose quiche e pizze rustiche. Una volta farcite con verdure o prosciutto e formaggio, queste torte salate vanno cotte in forno preriscaldato a 180 gradi per circa 50 minuti; e comunque fino a quando la loro superficie risulta dorata.</p>
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		<title>Risparmia in cosmesi con lo scrub fai-da-te</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Jan 2014 16:56:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emanuela Susmel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli on line su Ilsalvagente.it]]></category>

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		<description><![CDATA[Le ricette per pelli secche e grasse. Non costa nulla e il viso torna come quello dei bebè. Emanuela Susmel Si sa, il nuovo anno inizia sempre con i buoni propositi. E quest&#8217;anno non mancherà quello di risparmiare. Un buon inizio potrebbe essere quello di preparare in casa alcuni cosmetici, come lo scrub per il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>Le ricette per pelli secche e grasse. Non costa nulla e il viso torna come quello dei bebè.</h4>
<p><!-- AUTORE --></p>
<div>Emanuela Susmel</div>
<p style="text-align: justify;">Si sa, il nuovo anno inizia sempre con i buoni propositi. E quest&#8217;anno non mancherà <span id="more-419"></span>quello di risparmiare. Un buon inizio potrebbe essere quello di preparare in casa alcuni cosmetici, come lo scrub per il viso (<a href="http://www.ilsalvagente.it/Sezione.jsp?titolo=Crema+per+il+viso%2C+la+ricetta+fai-da-te&amp;idSezione=22769" target="_blank">qui la ricetta della crema per il viso</a>).<br />
Se si desidera una pelle vitale, morbida e luminosa, nutrita con ingredienti naturali – ma soprattutto economici – questa è infatti un&#8217;ottima soluzione.<br />
Il procedimento semplicissimo e immediato, proprio come gli effetti sulla cute.</p>
<h4><img src="http://www.ilsalvagente.it/immagini/2013/scrub-fai-da-te.jpg" alt="" width="300" height="199" align="left" />Il segreto: le sostanze lievemente abrasive</h4>
<p style="text-align: justify;">Attraverso il massaggio praticato sul viso, lo scrub svolge un’efficace azione tonificante ed esfoliante, eliminando così le cellule morte che si trovano sullo strato superficiale del derma.<br />
Dall’estetista come in casa, il segreto è utilizzare sostanze che abbiano un’azione leggermente abrasiva, in quantità necessaria a non rovinare la pelle, ma sufficiente a ottenere un composto granuloso.</p>
<h4>Prima dello scrub: via libera ai fumenti</h4>
<p style="text-align: justify;">Al fine di aumentare l’efficacia dell’azione esfoliante, prima di procedere con lo scrub è consigliato dilatare i pori della pelle. Via libera quindi a bagni di vapore e fumenti con acqua calda, coprendosi la testa con un asciugamano in modo da non disperdere il calore.</p>
<h4>Il dopo: nutrire la pelle con sostanze naturali</h4>
<p style="text-align: justify;">Al termine dell’applicazione del prodotto esfoliante, occorre tamponare delicatamente il viso con una salvietta di cotone. La pelle appare solitamente arrossata, grazie all’azione levigante dello scrub. A distanza di circa un’ora, la cute – nel frattempo decongestionatasi – va idratata con una crema; meglio se con prodotti il più naturali possibile, perché i fori dilatati  consentono alle sostanze di penetrare più a fondo.</p>
<h4>Lo scrub ideale: una volta alla settimana, lontano dal trucco</h4>
<p style="text-align: justify;">La sera è il momento migliore per applicare lo scrub sul viso: è infatti necessario non avere fretta e attendere che la pelle si decongestioni. Inoltre è opportuno lasciar respirare la cute trattata: cosa che non sarebbe possibile se, subito dopo, la si dovesse truccare riempiendo i pori con cipria, fard o fondotinta.</p>
<h4>La ricetta per pelli grasse: yogurt e zucchero</h4>
<p style="text-align: justify;">La ricetta dello scrub varia a seconda del tipo di pelle. Per quelle più grasse e impure occorre 1 cucchiaio e mezzo di yogurt intero, e 1 cucchiaio e mezzo di zucchero.<br />
Lo yogurt assicura una buona azione purificante, mentre lo zucchero ha ottime capacità esfolianti e nutritive.<br />
Dopo averli mescolati in una tazzina, si stende il composto sul viso, massaggiandolo delicatamente per  qualche minuto prima di risciacquare la pelle con acqua tiepida.</p>
<h4>La ricetta per pelli secche</h4>
<p style="text-align: justify;">Di contro, per le pelli più secche vanno utilizzati ingredienti più nutrienti, come l&#8217;olio extravergine di oliva e la farina d’avena. Nello specifico la ricetta prevede 3 cucchiai di olio extravergine di oliva e 1 cucchiaio di farina d’avena.<br />
Si mescolano gli ingredienti in una tazzina fino a quando il composto assuma la consistenza di una crema. Si stende il prodotto ottenuto sul viso con movimenti circolari, evitando il contorno occhi e le labbra. Si massaggia per alcuni minuti, prima di risciacquare la cute con acqua tiepida.</p>
<h4>Pelle di velluto: zucchero, miele e suffumigi</h4>
<p style="text-align: justify;">Se volete una pelle supervellutata, ecco invece una ricetta infallibile, che prevde anche una seduta di suffumigi. Il composto si fa con 3-4 cucchiaini di zucchero e 2 cucchiaini di miele.<br />
Si amalgamano gli ingredienti in una tazzina e si stende il composto sul viso. L’azione emolliente del miele viene esaltata dilatando ulteriormente i pori della pelle, una volta che lo scrub è stato applicato sulla cute. Il vapore permette inoltre allo zucchero di ammorbidirsi, evitando così al composto di essere eccessivamente aggressivo. È consigliabile massaggiare lo scrub sul viso durante i suffumigi, per eliminare più facilmente le cellule morte della pelle. In ultimo si risciacqua il viso con acqua tiepida.</p>
<p><!--ALLEGATI--><!--/ ALLEGATI--><!--LINK--><!--/ LINK--></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p><!--GALLERY--><!--SONDAGGI--></p>
<div id="aggiornamento">Ultimo aggiornamento: 02/01/14</div>
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		<title>Panettone artigianale, farlo in casa si può (e si risparmia)</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Dec 2013 14:08:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emanuela Susmel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli on line su Ilsalvagente.it]]></category>

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		<description><![CDATA[Con il Bimby, il robot da cucina, o anche a mano. La ricetta. Emanuela Susmel Le festività natalizie si avvicinano e il panettone non può certo mancare sulle nostre tavole. Chissà se quest’anno compreremo quello prodotto dalle catene industriali alimentari; oppure quello artigianale venduto in pasticceria, troppo spesso a caro prezzo. E se gli artigiani [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>Con il Bimby, il robot da cucina, o anche a mano. La ricetta.</h4>
<div>Emanuela Susmel</div>
<div style="text-align: justify;">Le festività natalizie si avvicinano e il panettone non può certo <span id="more-411"></span>mancare sulle nostre tavole. Chissà se quest’anno compreremo quello prodotto dalle catene industriali alimentari; oppure quello artigianale venduto in pasticceria, troppo spesso a caro prezzo. E se gli artigiani questa volta fossimo noi stessi? Uniremmo qualità a risparmio economico. E, perché no, potremmo anche regalarlo a parenti e amici. Vi proponiamo la ricetta del panettone preparato – in tre diverse fasi – con il robot da cucina Bimby versione TM31. Se si dispone del precedente modello TM21 può essere utile visualizzare <a href="http://www.ricette-bimby.com/2010/01/tabella-di-conversione-bimby-tm-31-tm21.html" target="_blank">la tabella di conversione</a>.</div>
<div>
<h4><img src="http://www.ilsalvagente.it/immagini/2013/aaaPanettone.jpg" alt="" width="301" height="228" align="left" />Anche con un semplice robot</h4>
</div>
<div style="text-align: justify;">Ma questa prelibatezza può essere preparata anche impastando a mano oppure con un semplice robot da cucina. È un po&#8217; faticosa, ma ne vale la pena. Se si desidera un dolce più lievitato, infine, si può usare una farina &#8220;forte&#8221; come quella di manitoba, il panettone sarà più soffice.&nbsp;</p>
<h4>Ingredienti e preparazione del lievitino</h4>
<p>100 gr di farina</p>
</div>
<div>70 gr di acqua</div>
<div style="text-align: justify;">20 gr di zucchero 5 gr di lievito fresco di birra<br />
Per cominciare occorre preparare il lievitino. Si inseriscono nel boccale gli ingredienti sopra indicati e si aziona il Bimby per un minuto a velocità 3-4 (velocità medisa se si utilizza un altro robt da cucina. Si toglie quindi l’impasto e lo si mette a lievitare fino a quando il suo volume sarà raddoppiato.&nbsp;</p>
<h4>Ingredienti e preparazione del primo impasto</h4>
<p>50 gr di zucchero</p>
</div>
<div>140 gr di farina</div>
<div>2 tuorli d’uovo</div>
<div style="text-align: justify;">40 gr di burro sciolto freddo<br />
Si inserisce nel boccale lo zucchero e lo si polverizza per 10 secondi a velocità turbo (velocità massima per un normale robot da cucina). Si aggiunge quindi il lievitino, la farina e i tuorli e si impasta il tutto per 3 minuti a velocità “spiga”. Con le lame in movimento, si inserisce dal foro, poco per volta, il burro sciolto. Si toglie dal boccale l’impasto ottenuto; con esso si forma una palla, che si mette a lievitare fino a quando il volume risulterà raddoppiato.&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: justify;">Ingredienti e preparazione del secondo impasto</h4>
<p>3 tuorli d&#8217;uovo</p>
</div>
<div style="text-align: justify;">50 gr di burro sciolto freddo</div>
<div style="text-align: justify;">50 gr di zucchero</div>
<div style="text-align: justify;">40 gr di latte</div>
<div style="text-align: justify;">210 gr di farina 00</div>
<div style="text-align: justify;">la buccia di 1 arancia e di 1 limone</div>
<div style="text-align: justify;">1 cucchiaio di aroma panettone o 1 estratto di limone e 1 di arancio<br />
80 gr di uvetta e di canditi misti oppure 150 di gocce di cioccolato (freddissime di frigo)<br />
Si inseriscono nel boccale le bucce degli agrumi unitamente allo zucchero, tritandoli per 10 secondi a velocità turbo. Si aggiungono quindi in sequenza: il primo impasto – spezzettandolo –, i tuorli, il latte e la farina. Si impasta il tutto per 5 minuti a velocità “spiga”. Con le lame in movimento, dal foro si versa dapprima il burro sciolto; quindi l’aroma panettone e infine gli estratti. Si toglie l’impasto dal boccale e lo si fa riposare per un’ora su una base infarinata.&nbsp;</p>
<h4>La guarnizione e la cottura in forno</h4>
<p>Si aggiungono a questo punto, impastando a mano, l’uvetta e i canditi o, a scelta, le gocce di cioccolato. Si versa il tutto in uno stampo da panettone da 1 Kg – oppure diviso in due stampi da 500 gr –, posizionandolo all’interno del forno ancora spento: la lievitazione sarà completata quando la pasta avrà raggiunto i bordi del contenitore. Infine, lo si cuoce per 40-45 minuti a 180 gradi ricordandosi di coprirlo – a metà cottura – con carta stagnola, affinché non assuma un colore troppo scuro.</p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Week-end fuori: il &#8221;trucco&#8221; per prenotare al prezzo più basso</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Dec 2013 14:05:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emanuela Susmel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli on line su Ilsalvagente.it]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;indagine di Trivago: esiste un intervallo in cui gli alberghi rimodulano le tariffe al ribasso. Emanuela Susmel Crisi o no, si avvicinano le vacanze di Natale, e in tanti vorrebbero prenotare un week-end fuori, non necessariamente a capodanno, magari risparmiando su volo e pernottamento. Come fare? E soprattutto, esiste un giorno o un momento &#8220;migliore&#8221; di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>L&#8217;indagine di Trivago: esiste un intervallo in cui gli alberghi rimodulano le tariffe al ribasso.</h4>
<div>Emanuela Susmel</div>
<p style="text-align: justify;">Crisi o no, si avvicinano le vacanze di Natale, e in tanti vorrebbero prenotare un week-end fuori, non necessariamente a capodanno, magari <span id="more-409"></span>risparmiando su volo e pernottamento. Come fare? E soprattutto, esiste un giorno o un momento &#8220;migliore&#8221; di un altro, per prenotare? La risposta è sì, perché può capitare di trovarsi a scegliere un hotel in una determinata città proprio nel momento in cui i prezzi sono in fase di rimodulazione al ribasso. E se<a href="http://www.ilsalvagente.it/Sezione.jsp?titolo=Bookin.com+e+gli+altri%3A+come+ti+trovo+l%27albergo+a+met%C3%A0+prezzo&amp;idSezione=20724" target="_blank"> lo si fa on line</a> è abbastanza facile. Resta però da capire quali sono le giornate e le ore migliori per farlo.</p>
<h4><img src="http://www.ilsalvagente.it/immagini/2013/trivago-risultati.jpg" alt="" width="300" height="187" align="left" />Per gli aerei meglio il martedì, per gli hotel&#8230;</h4>
<p style="text-align: justify;">Lo abbiamo chiesto a <a href="http://www.trivago.it/" target="_blank">Trivago</a>, motore di ricerca di prezzi degli hotel, che ha analizzato l&#8217;indice delle tariffe alberghiere grazie al suo database di 700.000 hotel. A differenza dei voli, dove il momento propizio per prenotare è il martedì prima delle 11 (quando vengono lanciate le offerte per riempire gli aerei), per i pernottamenti ogni destinazione possiede un booking window variabile (il tempo che intercorre tra il momento della prenotazione e la data scelta). Dall’indagine di Trivago emerge inoltre che l’andamento del prezzo è indipendente dal giorno specifico della settimana: tendenzialmente i prezzi dipendono soltanto dalla disponibilità delle camere.</p>
<h4>Le regole base</h4>
<p style="text-align: justify;">Ma partiamo dai fondamentali: prima di partire bisogna sapere che la domenica e il lunedì si pernotta in hotel spendendo molto meno degli altri giorni; il venerdì e il sabato invece si paga un prezzo più alto. Per gli hotel di tipo business può però accadere il contrario: la permanenza nel week end può costare meno di quella nei giorni centrali della settimana.<br />
Secondo Trivago, inoltre, il booking window – letteralmente la finestra di prenotazione – aumenta più la vacanza è lunga o più la meta è lontana.</p>
<h4>Vacanze nel week-end: il limite dei 14 giorni</h4>
<p style="text-align: justify;">“Consideriamo una media di 2-3 settimane come tempo naturale di ricerca e scelta dell’hotel prima dell’acquisto vero e proprio&#8221;, spiegano dal motore di ricerca. &#8220;In questo lasso di tempo le tariffe toccano il loro punto ideale tra quello che è il valore ideale di quella camera per l’albergatore e il prezzo medio della destinazione in quel momento e per quella categoria”. Dai 14 giorni in giù dalla data di check in, “le tariffe tendono progressivamente a rimodularsi  o al rialzo, se la domanda è sostenuta o, tendenza diffusa, tendono a scendere sempre di più per intercettare la domanda, fino ad un livello minimo sostenibile per tutti”.<br />
Traducendo, se la meta che si vuole raggiungere è ambita, la prenotazione andrebbe fatta al massimo due settimane prima, pena vedere lievitare i prezzi. In caso contrario, è proprio dopo questo periodo che le tariffe calano.</p>
<h4>Gli sconti last minute e le &#8220;care&#8221; stazioni sciistiche</h4>
<p style="text-align: justify;">Va anche detto che metropoli come Roma e Milano sono disposte a offrire sconti last minute per riempire le camere rimaste vuote. Al contrario le mete dedicate allo svago – come le stazioni sciistiche in inverno –, meno disponibili in rete e quindi meno prenotabili on line, offrono tariffe più statiche.</p>
<h4>L&#8217;andamento in tempo reale</h4>
<p style="text-align: justify;">La situazione, in ogni caso, può essere monitorata in tempo reale. Prenotando tramite un motore di ricerca prezzi (come Trivago, ma non solo) si può osservare l&#8217;andamento delle tariffe in un determinato lasso temporale, ottenendo in tempo reale la media dei prezzi in quello specifico momento e, molto spesso, anche la disponibilità di camere. Inoltre, consultando il calendario dei prezzi e cliccando su un determinato giorno, si può conoscere la tariffa corrispondente, ma anche l’andamento del prezzo di quel giorno rispetto al periodo più prossimo.</p>
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<div>LINK CORRELATI</div>
<div><a title="VACANZE VIA WEB, L'ERRORE COSTA CARO, ECCO COME EVITARLO" href="http://www.ilsalvagente.it/Sezione.jsp?titolo=Vacanze+on+line%2C+l%27errore+costa+caro%3A+ecco+come+evitarli&amp;idSezione=21800">VACANZE VIA WEB, L&#8217;ERRORE COSTA CARO, ECCO COME EVITARLO</a></div>
</div>
</div>
<div id="aggiornamento">Ultimo aggiornamento: 27/11/13</div>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Sazi e in forma: la colazione ideale se sei atleta, mamma o manager</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Oct 2013 10:40:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emanuela Susmel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli on line su Ilsalvagente.it]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualche regola da seguire. Calorie e alimenti utili per ciascuno di noi. Emanuela Susmel L&#8217;inverno è ormai alle porte, e per affrontare gli impegni della giornata è necessario &#8220;fare il peno&#8221; di energia sin dal mattino. Ciascuno di noi, però, ha il suo personale fabbisogno calorico, a seconda dell&#8217;età e delle attività che svolge durante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>Qualche regola da seguire. Calorie e alimenti utili per ciascuno di noi.</h4>
<p><!-- AUTORE --></p>
<div>Emanuela Susmel</div>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;inverno è ormai alle porte, e per affrontare gli impegni della giornata è necessario<span id="more-393"></span> &#8220;fare il peno&#8221; di energia sin dal mattino. Ciascuno di noi, però, ha il suo personale fabbisogno calorico, a seconda dell&#8217;età e delle attività che svolge durante la giornata. Non solo: ci sono alimenti che aiutano a sentirci in forma più di altri, e piccole regole da seguire per restare sazi a lungo.   Ne abbiamo parlato con Andrea Ghiselli, nutrizionista e dirigente di ricerca Cra (Consiglio per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura) che, insieme all’antropologo Sergio Grasso, ha dato vita alla campagna “Io comincio bene” (www.iocominciobene.it), con l&#8217;obiettivo di  promuovere la cultura e il valore del “buon” primo pasto della giornata.</p>
<h4><img src="http://www.ilsalvagente.it/immagini/2013/primacolazione.jpg" alt="" width="250" height="180" align="left" />Fino a 400 calorie, entro un&#8217;ora dal risveglio</h4>
<p style="text-align: justify;">&#8220;La prima colazione dovrebbe fornire, in media, tra le 300 e le 400 calorie; vale a dire il 15-20% del fabbisogno giornaliero individuale&#8221;, spiega l&#8217;esperto.<br />
Dopo il digiuno notturno, essa ci permette di fare il pieno di carboidrati complessi e semplici, in grado di regalarci tutta l’energia di cui abbiamo bisogno; ma anche di proteine e di grassi indispensabili, per la loro capacità di influenzare e prolungare il senso di sazietà.<br />
Ecco perché la colazione – considerata irrinunciabile – andrebbe fatta possibilmente entro un’ora dal momento del risveglio.</p>
<h4 style="text-align: justify;">Prima di andare a correre solo un caffè</h4>
<p style="text-align: justify;">&#8220;A chi pratica attività sportiva la mattina presto, prima di andare al lavoro, consiglio di bere un caffè zuccherato oppure di mangiare qualche biscotto. Per bere il latte, è meglio attendere la colazione dopo l’esercizio fisico&#8221; afferma l&#8217;esperto.</p>
<h4>Per gli sportivi fino a 600 calorie</h4>
<p style="text-align: justify;">Insomma la colazione, come gli altri pasti della giornata, va “tagliata” su misura in base ai reali bisogni dell’organismo. Se si è molto attivi – per lavoro o per sport – le calorie da assumere al mattino crescono notevolmente; possono raggiungere anche le 500-600 kcal, in base a peso, sesso ed età.</p>
<h4>Il latte, l’alimento che non deve mai mancare</h4>
<p style="text-align: justify;">A prescindere dall’età e dalla professione svolta, nella nostra prima colazione il latte non dovrebbe mancare mai. Quello intero, con 3 grammi di grasso ogni 100 ml, è preferibile perché non perde i nutrienti. Nel quantitativo di una tazza – 250 ml – sono contenuti circa 8 grammi di grasso, ben lontani dai limiti massimi da consumare nell’arco della giornata. È quindi preferibile scegliere carni e formaggi più magri piuttosto che rinunciare al latte intero. A meno che non si abbiano problemi di digeribilità.</p>
<h4>Le merendine? Sì, senza esagerare</h4>
<p style="text-align: justify;">Quanto agli alimenti considerati &#8220;cattivi&#8221;, come quelli industriali, non ci sono limitazioni: &#8220;La stragrande maggioranza dei prodotti industriali di marca oggi in commercio, merendine comprese può essere consumata tutti i giorni: occorre però non superare una dose quotidiana. Si tratta infatti perlopiù di alimenti privi di grassi idrogenati, che sicuramente hanno una marcia in più rispetto a quelli che li contengono. Fra l’altro, nel giro di pochissimi anni, l’utilizzo di questi grassi verrà completamente vietato. È inoltre apprezzabile che sull’etichetta dei prodotti confezionati siano indicati grassi e calorie&#8221;.</p>
<h4>Ciambelle fatte in casa, occhio al peso (350 Kcl per 100 grammi!)</h4>
<p style="text-align: justify;">C&#8217;è poi il capitolo ciambelle e biscotti fatti in casa: &#8220;Dal punto di vista qualitativo&#8221; prosegue Ghiselli, &#8220;teoricamente il prodotto fatto in casa è migliore di quello industriale perché più fresco. Attenti però alle calorie: è difficile stabilire quante ne vengono assunte con una fetta di torta casalinga. Si dovrebbe pesare il prodotto, considerando che a 100 gr di ciambella corrispondono circa 350 kcal&#8221;.</p>
<h4>Colazione salata: non sempre è meglio</h4>
<p>Il nutrizionista mette in guardia anche sulla cosiddetta colazione &#8220;salata&#8221;.<br />
&#8220;Non è che non si possa fare colazione con alimenti salati, ma diventa difficilissimo – considerando tutti i pasti della giornata – rispettare le raccomandazioni delle linee guida: consumare, su base settimanale, da 2 a 4 uova, 1-2 porzioni di salume e 3 porzioni di formaggio&#8221;.</p>
<h4>Dal frutto ai cornetti, ecco quante calorie</h4>
<p style="text-align: justify;">Quanto agli altri alimenti, ecco cosa sapere (tutti gli altri laimenti sono sul &#8220;contatore&#8221; virtuale di <a href="http://www.sapermangiare.mobi/contoemangio.html" target="_blank">sapermangiare.mobi</a>, curato dal Cra:<br />
- Un <strong>frutto</strong> corrisponde a circa 60-70 kcal;<br />
- Una <strong>tazza da 250 ml di latte intero</strong> a 160 Kcal (115 kcal se il latte è scremato);<br />
- 100 grammi di <strong>biscotti</strong> apportano da 300 a 330 kcal, (mai superare questa quota a colazione!);<br />
- Un <strong>cornetto</strong> – a seconda della lievitazione e della dimensione – ha un peso che oscilla tra i 40 gr se vuoto e i 70 gr, se ripieno. A un cornetto da 40 gr corrispondono 200 kcal, circa il doppio se è ripieno;<br />
- 2 o 3 <strong>fette biscottate</strong> spalmate di marmellata corrispondono a 200 calorie (ma hanno molti meno grassi rispetto al cornetto);<br />
- Se sulla fetta biscottata si spalma la <strong>Nutella</strong>, non deve essere superata la dose complessiva di 15 gr di crema (circa un cucchiano), corrispondente a 80 kcal.</p>
<h4>La giusta colazione per tutti</h4>
<p style="text-align: justify;">Scopriamo quindi qual è il nostro corretto apporto calorico della colazione. Analizziamo i valori fornitici dal nutrizionista per fascia di età e professione svolta, calcolati sulla base di un’attività fisica media, e di un&#8217;altezza attorno ai 180 cm per l&#8217;uomo e 170 per le donne:</p>
<p><strong>Bambino</strong> della scuola materna (3-6 anni): sia maschi che femmine, 320 kcal;<br />
<strong>Scolaro</strong> (dai 6 ai 10 anni): maschi da 320 a 450 Kcal; femmine da 300 a 420 Kcal; in entrambi i casi dal più piccolo al più grande;<br />
<strong>Universitario</strong>, con attività sedentaria costituita da 4 ore di studio a casa e 4 ore di lezione all’università (19-30 anni): maschi 500 Kcal e femmine 400 Kcal;<br />
<strong>Manager</strong>, con attività media, grande dispendio di energie intellettuali, continue riunioni e spostamenti in aereo/treno/macchina (45-60 anni): maschi 540 Kcal e femmine 440 Kcal;<br />
<strong>Chef</strong>, con attività media, in continuo movimento e spesso in piedi (30-60 anni): maschi 540 Kcal, femmine 440 Kcal;<br />
<strong>Donna “multitasking”</strong>, con attività dinamica costituita da 8 ore in ufficio e 6 ore in famiglia (30-50 anni): 480 Kcal;<br />
<strong>Manovale</strong>, con attività dinamica, 8-10 ore in movimento costante (30-60 anni): maschi 600 Kcal, femmine 520 Kcal;<br />
<strong>”Over 70”</strong>, con attività sedentaria: maschi 400 Kcal, femmine 380 Kcal.</p>
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<div id="aggiornamento">Ultimo aggiornamento: 19/10/13</div>
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		<title>Crema per il viso, la ricetta fai-da-te</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Oct 2013 12:11:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emanuela Susmel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli on line su Ilsalvagente.it]]></category>

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		<description><![CDATA[Nutriente e naturale, è anche economica. Va però conservata in frigo. Emanuela Susmel Mai come in questo momento le donne si vedono costrette a rivedere la voce &#8220;uscite&#8221; del bilancio familiare, spesso a discapito dei prodotti considerati non di prima necessità. Una di queste è certamente la cosmesi: i prodotti di bellezza (o semplicemente per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>Nutriente e naturale, è anche economica. Va però conservata in frigo.</h4>
<p><!-- AUTORE --></p>
<div>Emanuela Susmel</div>
<div style="text-align: justify;">Mai come in questo momento le donne si vedono costrette a rivedere <span id="more-391"></span>la voce &#8220;uscite&#8221; del bilancio familiare, spesso a discapito dei prodotti considerati non di prima necessità. Una di queste è certamente la cosmesi: i prodotti di bellezza (o semplicemente per sentirsi in ordine) sono spesso costosi e considerati un bene di lusso. Ma qualche alternativa c&#8217;è: con un po&#8217; di impegno e di tempo ogni donna può fabbricare da sé una buona crema idratante o nutriente per il viso.</div>
<h4><img src="http://www.ilsalvagente.it/immagini/2013/cremavisofai-da-te.jpg" alt="" width="300" height="273" align="left" />A ogni pelle la sua crema</h4>
<p>A seconda dell’esigenza, si possono utilizzare differenti ingredienti. Per le pelli normali o miste, sono preferibili olii leggeri come quello di girasole, di jojoba o di riso. Per le pelli secche o semplicemente più mature, occorrono elementi più nutrienti come olio di germe di grano, olio di oliva, olio di mandorle dolci. Ma anche, in piccole quantità, il burro di karité. La cera d’api è acquistabile in erboristeria, in farmacia o presso gli apicoltori. Al posto dell’acqua distillata, si può utilizzare l’acqua di fiori di arancio oppure un’acqua tonica all’argilla. Se si desidera una crema ancora più idratante, si può aggiungere all’acqua mezzo cucchiaino di glicerina vegetale.</p>
<h4>Vita massima due mesi</h4>
<p>La crema idratante “fai da te” non contiene additivi chimici che ne assicurano una lunga conservazione, ma è naturale al 100%, e di conseguenza gli ingredienti utilizzati deperiscono in breve tempo. Sono pertanto necessarie due accortezze: prepararne un quantitativo da consumare al massimo per un paio di mesi e conservare il prodotto in frigorifero. In linea generale, una crema maggiormente ricca di oli essenziali risulta più conservabile.</p>
<h4>La crema da giorno: come farla</h4>
<p><strong>Ingredienti</strong></p>
<div style="text-align: justify;">30 gr di olio di mandorle<br />
30 gr di acqua distillata<br />
1 cucchiaino circa di cera d’api<br />
4-6 gocce di olio essenziale a scelta<br />
<strong><br />
Procedimento</strong><br />
Si scaldano insieme a bagnomaria – tenendo separata l’acqua, senza farla bollire – l’olio di mandorle e la cera d’api, fino a quando quest’ultima si è sciolta. Si unisce quindi l’acqua calda all’olio e alla cera sciolta e si frulla il tutto con una frusta elettrica da cucina. La crema è pronta quando il composto ottenuto è omogeneo. Si aggiunge in ultimo l’olio essenziale, si mescola ancora e si versa il tutto in un recipiente di vetro sterilizzato. Si copre con un coperchio e lo si mette in frigorifero.</div>
<h4>Crema nutriente da notte</h4>
<div><strong>Ingredienti </strong></div>
<p>1 cucchiaio di cera d’api<br />
3 cucchiaini di miele<br />
1 cucchiaio di olio extravergine d’oliva<br />
3 gocce di olio di limone<br />
<strong><br />
Procedimento</strong><br />
Si scalda a bagnomaria la cera d’api, quindi si aggiunge l’olio extravergine di oliva e si amalgama bene. Si unisce il miele, si mescola e si lascia raffreddare per circa tre quarti d’ora. Si aggiungono al composto raffreddato tre gocce di olio di limone e si rimescola. Si travasa quindi la crema in un barattolo e lo si mette subito in frigorifero. La crema ottenuta va applicata sul viso ogni sera prima di coricarsi.</p>
<p><!--ALLEGATI--><!--/ ALLEGATI--><!--LINK--><!--/ LINK--></p>
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<div id="aggiornamento">Ultimo aggiornamento: 16/10/13</div>
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		<item>
		<title>La patente di guida? Si può rinnovare a 35 euro</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Sep 2013 13:17:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emanuela Susmel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli on line su Ilsalvagente.it]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.emanuelasusmel.com/blogemanuela/?p=385</guid>
		<description><![CDATA[Basta fare la pratica presso le Ferrovie dello Stato. Ecco cosa serve. Emanuela Susmel Rinnovare la patente di guida? Oltre che un noioso adempimento burocratico è anche una spesa che, specie in periodi come questi, ha il suo peso sul bilancio familiare. La spesa, infatti, a seconda dell&#8217;autoscuola o dell&#8217;agenzia di pratiche auto scelta, può [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>Basta fare la pratica presso le Ferrovie dello Stato. Ecco cosa serve.</h4>
<p><!-- AUTORE --></p>
<div>Emanuela Susmel</div>
<div style="text-align: justify;">Rinnovare la patente di guida? Oltre che un noioso adempimento burocratico è anche una <span id="more-385"></span>spesa che, specie in periodi come questi, ha il suo peso sul bilancio familiare. La spesa, infatti, a seconda dell&#8217;autoscuola o dell&#8217;agenzia di pratiche auto scelta, può variare dagli 85 ai 120 euro. Ma le alternative più economiche esistono. Una facilmente percorribile è quella di fare il rinnovo attraverso le Ferrovie dello Stato Italiane. Presso le Unità Sanitarie Territoriali di Rfi (Rete Ferroviaria Italiana) è infatti possibile effettuare la visita per ottenere il certificato medico propedeutico a l rilascio, duplicato, conversione e rinnovo di patenti di guida e nautiche.</div>
<h4><img src="http://www.ilsalvagente.it/immagini/2013/rc-neopatentiati.jpg" alt="" width="198" height="190" align="left" />L&#8217;unico handicap è la fila alle Poste</h4>
<p>Per raggiungere lo scopo basta una sola mattinata, l&#8217;unico handicap è che, scegliendo il rinnovo presso le Ferrovie dello Stato, si deve provvedere personalmente – tramite bollettino postale – al pagamento di tutte le quote richieste ai fini della pratica. E questo comporta una probabile attesa in fila all’ufficio postale: evenienza comunque irrisoria se consideriamo che, tutti gli adempimenti per la pratica si sbrigano senza alcuna preventiva prenotazione, e sono sufficienti un paio d&#8217;ore.</p>
<h4>Cosa occorre: i documenti</h4>
<p>Ecco i documenti da portare con sé: una marca da bollo da 14,62 euro; la ricevuta del versamento di 9 euro, effettuato sul conto corrente n. 9001 intestato al Dipartimento Trasporti Terrestri – Diritti – Roma (Motorizzazione civile); per le patenti A e B, la ricevuta del versamento di 35 euro, effettuato su c/c postale n. 26846873 intestato a RFI SpA – Direzione Sanità – Roma. La causale da indicare è &#8220;Visita medica per patente&#8221; da effettuarsi esclusivamente presso un ufficio postale.</p>
<div style="text-align: justify;">Stessa causale, identico conto corrente ma diverso importo – 55 euro – se la patente da rinnovare è di tipo C, D, E, K o nautica.</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">
<h4>Una pagina web e un numero verde</h4>
</div>
<div style="text-align: justify;">Viene inoltre richiesto il numero di codice fiscale o della tessera sanitaria e l’eventuale denuncia del furto o dello smarrimento della patente. Per chi desidera avere maggiori informazioni c&#8217;è una <a href="http://www.rfi.it/cms/v/index.jsp?vgnextoid=f05ef22fc57fd110VgnVCM1000003f16f90aRCRD" target="_blank">pagina web ad hoc</a>; mentre per essere aggiornati sullo stato della pratica è sufficiente chiamare il numero verde 800-232323.</div>
<h4>La visita medica fa la differenza</h4>
<p>A conti fatti, l’esborso totale per la pratica non raggiunge quindi i 60 euro, (il totale è di 58,62), praticamente la metà di quanto si spende per il rinnovo presso le agenzie di alcune città.</p>
<h4>Attenzione al compleanno</h4>
<p>La pratica, se si fa riferimento alla patente di tipo B, a partire dal 2013 va ripetuta ogni 10 anni fino ai 50 anni di età, ogni 5 anni dai 50 ai 70 anni, e ogni 3 anni dopo i 70 anni. È bene tenere presente anche che la scadenza del documento coincide con la data del compleanno. Infine, in fase di rinnovo, non vengono più applicati i tagliandi adesivi ma viene stampata una nuova tessera che sostituisce il documento precedente.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Detrazioni, sconti del 50% anche per l&#8217;antifurto di casa</title>
		<link>https://www.emanuelasusmel.com/blogemanuela/?p=208</link>
		<comments>https://www.emanuelasusmel.com/blogemanuela/?p=208#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 13 Nov 2012 19:06:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emanuela Susmel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli on line su Ilsalvagente.it]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.emanuelasusmel.com/blogemanuela/?p=208</guid>
		<description><![CDATA[Le novità del decreto Sviluppo. Scaricabili anche gli interventi all&#8217;impianto elettrico. Emanuela Susmel Se in casa c’è bisogno di cambiare le finestre i riparare il citofono, è sicuramente questo l’anno giusto per farlo. Chi ha ristrutturato o ristrutturerà il proprio immobile o le parti comuni di un condominio dal 26 giugno 2012 al 30 giugno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>Le novità del decreto Sviluppo. Scaricabili anche gli interventi all&#8217;impianto elettrico.</h4>
<p><!-- AUTORE --></p>
<div>Emanuela Susmel</div>
<div style="text-align: justify;">Se in casa c’è bisogno di cambiare le finestre i riparare il citofono, è sicuramente questo<span id="more-208"></span> l’anno giusto per farlo. Chi ha ristrutturato o ristrutturerà il proprio immobile o le parti comuni di un condominio dal 26 giugno 2012 al 30 giugno 2013 pagherà infatti soltanto la metà del relativo costo, scontando il resto dalle tasse. Il decreto legge n. 83/2012 – cosiddetto “decreto sviluppo” –, approvato dal governo lo scorso giugno, ha infatti elevato l’aliquota prevista per il bonus fiscale dal 36% al 50%. La vera novità del “decreto sviluppo” è però il bonus sugli interventi riguardanti gli impianti elettrici, per i quali non era mai stata riconosciuta un’agevolazione fiscale.&nbsp;</p>
<h4><img src="http://www.ilsalvagente.it/immagini/scrivania2012/ristrutturazioni.jpg" alt="" width="250" height="176" align="left" />Fino a 96.000 euro da detrarre per ciascun condomino</h4>
<p>Non è finita. Nello stesso provvedimento viene raddoppiato – da 48.000 a 96.000 euro – l’ammontare complessivo delle spese detraibili per ciascuna unità immobiliare. Se l’intervento di ristrutturazione riguarda le parti condominiali, ciascun condomino potrà beneficiare del tetto massimo di spesa: l’importo di 96.000 euro, pertanto, non andrà ripartito.</p>
</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">
<h4>Non solo per i proprietari</h4>
</div>
<div style="text-align: justify;">Il bonus fiscale del 50% non è riservato solo ai proprietari di immobili, ma può essere utilizzato da tutti i contribuenti assoggettati a Irpef: proprietari ma  anche inquilini o i titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie).&nbsp;</p>
</div>
<div>
<h4>Cosa scaricare: dai materiali all&#8217;Iva</h4>
</div>
<div style="text-align: justify;">Oltre alle spese strettamente necessarie per l’esecuzione dei lavori, si potranno detrarre le spese di progettazione, quelle per le altre prestazioni professionali connesse, per l’acquisto dei materiali, l’Iva.&nbsp;</p>
<h4>Lavori all’impianto elettrico, ecco quelli detraibili</h4>
<p>Quanto agli interventi sull’impianto elettrico, a questo proposito l’Agenzia delle Entrate ha fornito un elenco delle opere coperte dal bonus sulle singole unità abitative. Si va dagli interventi generali di messa in regola degli impianti elettrici (come da decreto ministeriale 37/2008), a quelli di riparazione di impianti insicuri; dai sistemi antifurto alla cablatura degli edifici; dalla sostituzione o installazione di citofoni e telecamere, alle opere finalizzate al risparmio energetico; dalla sostituzione o riparazione di interruttori differenziali all’installazione di apparecchi di rilevazione gas. Potranno essere “scaricati” anche  i lavori per l’installazione di sistemi di comunicazione e robotica per favorire la mobilità dei disabili. Relativamente alle parti condominiali, invece, le opere coperte dal bonus sono la riparazione – senza innovazioni dell’impianto o con sostituzione di alcuni elementi – di allarme e di interruttori differenziali.</p>
<h4>Le istruzioni</h4>
</div>
<div style="text-align: justify;">Come procedere, allora?  Il 50% del costo per le ristrutturazioni edilizie effettuate può essere detratto dall’Irpef in 10 quote annuali costanti; non è ammesso, ovviamente, il rimborso di somme eccedenti l’imposta dovuta. Nella dichiarazione dei redditi il proprietario dell’immobile dovrà indicare i dati catastali identificativi dell’immobile oggetto della ristrutturazione fiscalmente agevolata. Se chi effettua i lavori è l’inquilino o l’usufruttuario dell’immobile, dovrà invece inserire anche gli estremi di registrazione dell’atto o del contratto in base al quale l’immobile è detenuto.&nbsp;</p>
<h4>I pagamenti e il bonifico “parlante”</h4>
<p>I pagamenti, infine. Per portare in detrazione le somme, dovranno essere effettuati con bonifico bancario o postale “parlante”, dal quale dovranno risultare: causale di versamento (con riferimento all’art. 16-bis del TUIR); codici fiscali di chi paga e del beneficiario. Al momento del pagamento, la banca o la posta opera una ritenuta d’acconto nella misura del 4% sull’imposta dovuta dall’impresa che effettua i lavori.</p>
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<p><!--ALLEGATI--><!--/ ALLEGATI--><!--LINK--><!--/ LINK--></p>
<p><!--GALLERY--><!--SONDAGGI--></p>
<div id="aggiornamento">Ultimo aggiornamento: 13/11/12</div>
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		<title>Risparmi: gli scarti di formaggio diventano un&#8217;ottima crema</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Oct 2012 12:05:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Emanuela Susmel</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli on line su Ilsalvagente.it]]></category>

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		<description><![CDATA[Una ricetta veloce per evitare gli sprechi. E cucinare con poco. Emanuela Susmel Se è vero che, in questi tempi di crisi, non ci si può permettere di fare sprechi – in primis dei beni alimentari – è peraltro vero che gli avanzi di cibo offrono svariate possibilità di utilizzo per preparare ricette fantasiose ma [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>Una ricetta veloce per evitare gli sprechi. E cucinare con poco.</h4>
<p><!-- AUTORE --></p>
<div>Emanuela Susmel</div>
<div style="text-align: justify;">Se è vero che, in questi tempi di crisi, non ci si può permettere di fare sprechi – in primis dei beni alimentari – è peraltro vero che gli avanzi di cibo offrono <span id="more-201"></span>svariate possibilità di utilizzo per preparare ricette fantasiose ma soprattutto gustose. E il modo più economico per utilizzare gli avanzi di formaggio è quello di amalgamarli e di cuocerli.</div>
<div style="text-align: justify;"></div>
<div style="text-align: justify;">
<h4><img src="http://www.ilsalvagente.it/immagini/scrivania/crostini-ai-quattro-formaggi.jpg" alt="" width="203" height="152" align="left" />Una ricetta per risparmiare&#8230; e gustare</h4>
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<div style="text-align: justify;">La ricetta che qui vi proponiamo – il sugo ai 4 formaggi – è di semplice realizzazione, e rappresenta una valida alternativa allo spreco dei piccoli pezzi di formaggi avanzati da precedenti consumazioni: la qualità dei latticini che si utilizzano può infatti variare, senza per questo rovinare il gusto di quella che rappresenta una salsa prelibata e servita anche nei migliori ristoranti.<br />
Il sugo ai 4 formaggi si presta particolarmente per condire penne, pennette, maccheroncini.<br />
È inoltre una salsa dalla grande versatilità, essendo ottima anche spalmata su crostini di pane, appena arrostiti alla brace.&nbsp;</p>
<h4>Ecco le istruzioni</h4>
<p>Tritate finemente i formaggi, quindi versateli in una pentola, insieme agli altri ingredienti, tranne la panna. Cuocete a fuoco basso: appena il latte comincia a scaldarsi, amalgamate ogni tanto con una paletta di legno; appena bolle, mescolate frequentemente e fate addensare la salsa fino a ridurla in una crema filante. Togliete la pentola dal fuoco e aggiungete eventualmente la panna.</p>
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<div></div>
<div style="text-align: justify;">
<h4>Sui crostini o gratinata al forno</h4>
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<div style="text-align: justify;">Spalmate la salsa sui crostini di pane arrostiti alla brace o abbrustoliti al forno, oppure versatela sulla pasta appena scolata. Una variante invernale consiste nel gratinare al forno la pasta ai 4 formaggi: una volta che la pasta è stata condita con il sugo preparato come sopra specificato, versatela in una pirofila e inseritela nel forno precedentemente riscaldato. Gratinate la pasta con la resistenza superiore del forno, in modo che sulla parte superiore si formi una doratura croccante; quindi servite il piatto ben caldo.&nbsp;</p>
<h4>Ingredienti per 4 persone</h4>
<p>50 g di burro<br />
50 g di parmigiano<br />
50 g di formaggio tipo olandese oppure gorgonzola<br />
50 g di formaggio emmenthal<br />
50 g di mozzarella<br />
100 g di latte<br />
60 g di panna (facoltativo)</p>
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<div id="aggiornamento">Ultimo aggiornamento: 17/10/12</div>
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